(g.f.) – Quattro milioni e 270mila euro di tributi riscossi, ma non versati al Comune. La prima grana con cui l’amministrazione Michelini si trova a dover fare i conti ha un nome: Esattorie.
La società che riscuote per conto di palazzo dei Priori tasse e sanzioni non avrebbe versato nelle casse comunali oltre quattro milioni.
“La concessionaria per il Comune – spiega l’assessora al Bilancio Luisa Ciambella – non li ha versati, un problema che non riguarda solo Viterbo.
Per noi è stato un fulmine a ciel sereno, ma che abbiamo subito affrontato”. Intanto facendo decadere il contratto sottoscritto con Esattorie, che quindi non riscuoterà più i tributi per conto dell’amministrazione comunale.
“E’ venuto meno non solo per i soldi non versati – precisa Luisa Ciambella – ma anche perché in base a un articolo del contratto sottoscritto, avrebbero dovuto garantire un flusso telematico dei tributi nel loro complesso, per consentire all’ente di vedere a quanto ammontavano le entrate.
Dal 2007 però non è mai accaduto, nonostante le rimostranze da parte del dirigente.
Di fronte a questo è stato fatto decadere il contratto, perché fra l’altro ci trovavamo nella situazione di non ricevere le somme riscosse, ma a Esattorie comunque erano titolati a continuare a riscuotere”.
L’assessora Ciambella e il sindaco Michelini hanno deciso di tutelare l’ente: “Abbiamo preso le giuste cautele – continua Ciambella – l’altra sera, nel corso della prima giunta, abbiamo stabilito d’affidare la tutela dell’amministrazione a un legale, per capire le procedure e gli atti da predisporre, per tutelare non solo il Comune, ma pure i cittadini che doverosamente hanno versato i tributi”.
C’è un’assicurazione che ammonta a tre milioni e che in parte coprirebbe la mancanza, ma rimarrebbe fuori oltre un milione.
“La comunicazione – ricorda Luisa Ciambella – tra Comune ed Esattorie è stata carente in passato, ma dallo scorso dicembre hanno cominciato a capire l’entità degli importi.
E’ stato predisposto un piano di rientro in otto rate e hanno pagato le prime tre, forse per questo la precedente amministrazione si è rasserenata, ma la certezza è durata poco”.
Le tre rate versate ammontano a quasi ottocentomila euro, il che equivale a dire che l’ammanco prima del piano di rientro superava i cinque milioni di euro.
“Ereditiamo una storia che certamente non doveva finire così – osserva l’assessora – non c’interessa in questa fase andare alla ricerca di responsabilità, noi dobbiamo tutelare l’ente.
Dall’altro ieri abbiamo messo un tampone, certo è che se si fosse agito prima, sarebbe stato meglio”.
Giuseppe Ferlicca
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