(g.f.) – “Michelini non ha trovato nessun buco, la situazione era tenuta sotto controllo attentamente dalla mia amministrazione. Il vero problema è il destino del personale”.
Esattorie e il buco nelle casse comunali di quattro milioni e 270mila euro per tributi riscossi per il Comune e non versati alle casse di palazzo dei Priori, Giulio Marini precisa e replica al centrosinistra appena insediatosi.
“Conoscevamo la situazione – insiste l’ex sindaco Marini – e l’abbiamo gestita. I revisori dei conti il 18 febbraio scorso hanno inviato al presidente del consiglio una relazione che a sua volta ha girato a tutti i consiglieri.
Se di buco si trattava, l’allora consigliera Luisa Ciambella se ne sarebbe dovuta accorgere il 22 febbraio leggendo la nota dei revisori, in cui si fotografava una situazione identica a quella attuale”.
Ovvero? “I revisori – ricorda Marini – avevano evidenziato le difficoltà con Esattorie. Al 30 settembre 2012 la cifra da versare era pari a tre milioni 143mila euro, un andamento che nel tempo era fisiologico.
Proprio per questo abbiamo chiesto per tutelarci, di portare la fideiussione, inizialmente da cinquecentomila euro a un milione e mezzo e quindi a tre milioni.
E’ stata una trattativa difficile, ma abbiamo riportato la situazione sotto controllo. Il settore ragioneria dell’amministrazione già una settimana prima che Michelini s’insediasse aveva avviato le procedure per recuperare le somme. Nessuno ha trascurato nulla”.
Nel frattempo, la normativa nazionale sta portando i comuni a gestire direttamente il servizio riscossione.
“Il punto vero è un altro – incalza Marini – se le società come Esattorie chiudono, che ne è del personale, visto che non sono previste salvaguardie?
E’ il vero problema, di cui nessuno parla. Che fine faranno?”.
Sono seimila in tutta Italia, 38 a Viterbo, di cui sedici passati con la cessione del servizio da Cev a Esattorie.
Una critica che viene mossa alla vecchia amministrazione è di avere aspettato troppo per revocare il servizio riscossione, cosa che Michelini ha fatto non appena si è insediato.
“Togliere prima? – si domanda Marini – ma la situazione era comunque costante come andamento. Levando anzitempo, non avremmo fatto altro che mettere in mezzo alla strada prima tutte queste persone, non avendo la norma spiegato che fine faranno.
Noi invece ci siamo tutelati ampliando la fideiussione”.
Adesso la revoca è operativa, se fosse ancora lei a palazzo dei Priori cosa farebbe? “Si può dare il servizio in via transitoria a Francigena – spiega Marini – certamente è un passaggio difficoltoso, perché non si risolve il problema del personale.
Comunque la società partecipata del Comune non può assumere personale se non attraverso bando pubblico.
Si deve interessare il livello nazionale della vicenda, perché tutto parte da lì.
La Regione può intervenire ad esempio con una società che prenda in carico in servizio per tutti i comuni e non soltanto alcuni.
In questo modo si salvaguarderebbero le amministrazioni e l’occupazione”.
Nel frattempo in Comune, oltre alla soluzione tampone dei pagamenti alla tesoreria del Comune, si cercano alternative con diverse concessionarie di riscossione tributi per valutare la più conveniente e che dia le migliori garanzie.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY