A giudizio per peculato Carlo e Sandra Marcucci - Il gup aveva già rifiutato di concordare una pena di un anno e otto mesi per la donna
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 Viterbo – Tribunale |
 L’avvocato degli imputati, Manlio Morcella |
 L’avvocato del Comune, Alessandro Diddi |
Viterbo – Esattorie spa, parte il processo a padre e figlia, rinviati a giudizio per peculato. Davanti al collegio Carlo e Sandra Marcucci, amministratori fino al 2013 della società, accusati di peculato per il buco nelle casse di Palazzo dei Priori. Tributi riscossi da Esattorie spa, ma non versati.
Ieri la prima udienza, rinviata a fine gennaio per problemi di composizione del collegio, durante la quale il difensore degli imputati, l’avvocato Manlio Morcelli del foro di Terni, ha anticipato l’intenzione di tornare alla carica con la richiesta di patteggiamento per la donna. Richiesta rigettata pochi mesi fa dal gup.
Parte civile il Comune di Viterbo, assistito dall’avvocato Alessandro Diddi.
Già lo scorso aprile, davanti al gup Savina Poli, durante l’udienza preliminare, la figlia si era detta pronta a patteggiare un anno e otto mesi, con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito alternativo. Ma, a sorpresa, la richiesta di patteggiamento è stata rigettata lo scorso luglio dalla giudice, che ha disposto per entrambi il rinvio a giudizio, fissando il via al processo a ottobre col rito ordinario.
Peculato è l’ipotesi di reato contestata dal sostituto procuratore Paola Conti, titolare delle indagini condotte dalla guardia di finanza. Un’indagine nata dagli esposti del sindaco Leonardo Michelini e del dirigente del settore comunale ragioneria Stefano Quintarelli.
La richiesta sarà formalizzata a fine gennaio, prima dell’ammissione delle prove.
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