Roma - La relazione del procuratore regionale De Dominicis - Nel documento c'è anche l'ex società riscossione tributi
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 La Corte dei conti |
Roma – Un anno terribile. E’ il 2015 secondo la procura regionale Lazio della Corte dei conti e tra le ragioni che hanno portato a definire quello passato da dimenticare, c’è pure Viterbo.
Inaugurando l’anno giudiziario 2016, lo scorso marzo, il procuratore regionale Angelo Raffaele De Dominicis ha ripercorso i fatti giudiziari di quello lasciato alle spalle: “Iniziando a scrivere queste brevi riflessioni sui fatti giudiziari del 2015 – osserva De Dominicis – trovo ragionevole parlarvi dell’anno trascorso come di un annus terribilis”.
Lungo l’elenco dei perché. Fra questi, un piccolo, ma nemmeno troppo, spazio, ce l’ha anche la città dei Papi: “La grave negligenza riscontrata nella riscossione dei tributi del comune di Viterbo da parte della società Esattorie spa”.
Un bel problema cui la Corte dei conti ha dovuto fare i conti.
Ben altro è passato negli uffici: “I procuratori – dice De Dominicis – si sono posti in prima linea nelle istruttorie aperte su Mafia Capitale.
Ad esse vanno aggiunte le numerose inchieste a difesa dei beni ambientali e culturali di Roma e del Lazio”.
Quindi affittopoli a Roma, le 2.400 vertenze portate a conclusione con la chiamata a rispondere da parte d’amministratori e funzionari pubblici: “Infedeli o incapaci”.
E ancora: “La metro C – prosegue il resoconto – il puzzle Atac, le ombre sui derivati del Tesoro, il default Alitalia, l’incapacità di realizzare il corridoio Tirrenico dell’autostrada Roma le indebite erogazioni di pensioni in favore di soggetti privi di titolo, l’inchiesta sulle tangenti Anas”.
E chi più ne ha, più ne metta. Un 2015 intenso per la Corte dei conti, di cui pure Viterbo (purtroppo) fa parte.
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