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Viterbo - Ieri il consiglio comunale aperto per discutere della vicenda Esattorie - L'assessora Ciambella riferisce durante la seduta e presenta le soluzioni della giunta

Un buco di oltre quattro milioni tutto da verificare

di Paola Pierdomenico
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L'assessora Luisa Ciambella

L’assessora Luisa Ciambella

Il sindaco Michelini in consiglio

Il sindaco Michelini in consiglio 

I dipendenti di Esattorie in consiglio

I dipendenti di Esattorie in consiglio

I dipendenti di Esattorie in consiglio

I dipendenti di Esattorie in consiglio

L'avvocato Piergerardo Santoro

L’avvocato Piergerardo Santoro

I dipendenti di Esattorie in consiglio

I dipendenti di Esattorie in consiglio

I dipendenti di Esattorie in consiglio

I dipendenti di Esattorie in consiglio

L'assessore Luisa Ciambella riferisce in consiglio comunale

L’assessore Luisa Ciambella riferisce in consiglio comunale

– Un buco di quattro milioni tutto da accertare.

La vicenda Esattorie sotto la lente al consiglio comunale. Ieri, la seduta aperta per discutere sulla gestione del servizio di riscossione dei tributi del comune di Viterbo e soprattutto del futuro dei 38 lavoratori in cassa integrazione. Un dibattito che ha animato maggioranza e opposizione. In fondo all’aula, i dipendenti, intenti ad ascoltare le parole del vicesindaco e assessora al Bilancio Luisa Ciambella che ha riferito sulla vicenda.

A detta della società Esattorie, il buco nelle casse comunali ammonterebbe a circa 4 milioni e mezzo. Una cifra che, però, è tutta da verificare. “Esattorie – ha esordito Ciambella – è la prima grande problematica che la giunta Michelini si è trovata ad affrontare ancora prima di assumere i pieni poteri. Una storia in cui il comune rischia di subire un danno di cui tutti dobbiamo essere consapevoli”.

Da qui, l’assessora è scesa nei dettagli. “Di fatto, ci viene riferito che Esattorie, che non versava da tempo nelle casse comunali i quattro milioni 456mila, continuava a riscuotere per noi. Abbiamo quindi assunto un avvocato che, insieme a noi, ha studiato le carte. Ci siamo accorti così che, allo stato, la cifra che ci è dovuta è stimata unilateralmente e che non è supportata da una verifica analitica della situazione. A questo punto ci sorgono dei dubbi: siamo certi che la stima di Eesattorie sia esaustiva e ancora che si è provveduto a verificare analiticamente la veridicità delle somme mancanti? A oggi, non abbiamo risposte perché è in corso il lavoro degli avvocati e degli uffici comunali”. Il legale del Comune, Alessandro Diddi, quindi, si recherà in giornata in procura per chiedere l’acquisizione dei documenti e le liste di riscossione per andare avanti nelle verifiche.

L’amministrazione ha continuato a lavorare per fare luce su altri aspetti. “Volevamo capire le garanzie ai crediti vantati e così abbiamo scoperto – ha detto Ciambella – di avere una polizza fideiussoria della compagnia Atradius. Con questa società il comune aveva una garanzia di 500mila euro all’inizio del rapporto di convenzione che negli anni si è estesa a un milione e mezzo. Il comune poi, come riferito dal responsabile dei servizi finanziari Stefano Quintarelli, ha chiesto l’estensione della copertura della polizza a tre milioni. Un potenziale paracadute per le casse comunali”.

L’avvocato dunque avrebbe avviato le procedure per la riscossione. Ma qualcosa è andato storto. “Atradius non ha voluto escutere la polizza ed ecco perché, ieri mattina, il nostro legale ha depositato un decreto ingiuntivo nei confronti di Atradius per recuperare i soldi che mancano dalle casse comunali”.

Subito il contraccolpo da parte della società. A riferirlo è direttamente il legale del Comune Piergerardo Santori. “Abbiamo appena saputo che la società ha citato in giudizio comune, Esattorie e i Marcucci, chiedendo la nullità della fideiussione perché dice di non essere stata informata sulla situazione di criticità in cui versava Esattorie”, ha annunciato Santori durane la seduta.

Due, le strade individuate dalla giunta per far fronte alle difficoltà. “Da una parte – ha ripreso Ciambella – abbiamo cercato di tutelare l’ente con il decreto ingiuntivo per escutere la polizza fideiussoria di tre milioni e, dall’altra, provvederemo a informare sulla vicenda Esattorie la magistratura ordinaria e contabile”.

In ballo c’è— il destino di 38 lavoratori in cassa integrazione fino al 31 dicembre. “Siete vittime inconsapevoli di un sistema che si è consumato e ha consumato risorse ai danni della nostra comunità. Non vogliamo presentare soluzioni impossibili. Ecco perché stiamo portando avanti la realizzazione di un consorzio nazionale di comuni che possa far fronte alla gestione dei tributi dei 4200 enti che si trovano nella nostra stessa condizione. Si dovrebbe fare entro il 31 dicembre  e si doterà di un know how affidato a Equitalia”.

Oltre ai lavoratori, c’è da pensare ai contribuenti. “Abbiamo cercato di informare i contribuenti, chiedendo di rivolgersi all’ufficio dei tributi del comune. Nonostante ciò la situazione è ancora precaria. Così abbiamo pensato di internalizzare il servizio dello spontaneo per garantire maggiore economicità e affidare a Equitalia quello coattivo, invece, perché, volenti o nolenti è la concessionaria di Stato ed è quella che ci dà più garanzie. Ogni giorno ci sono tributi che allo scoccare dei 5 anni e un giorno cadono in prescrizione e che non potranno essere mai più riscossi. Venerdì con il sindaco andremo a Equitalia per risolvere la questione”.

Contrari alla scelta di affidare il servizio a Equitalia alcuni dei consiglieri, tra cui Gianluca De Dominicis del M5s, Chiara Frontini di Viterbo 2020 e  Gianmaria Santucci di FondAzione. Quest’ultimo, poi, ha avanzato le sue perplessità sia sulla legittimità del passaggio del servizio a Equitalia che sull’ammontare del buco di oltre quattro milioni. Sempre il consigliere di FondAzione ha chiesto di fornire soluzioni più concrete per i lavoratori. “La fretta con cui marciate – ha sostenuto Santucci – per me provoca più dissesti che soluzioni. Serve un piano occupazionale concreto e, inoltre, valutate l’affidamento del servizio a Equitalia”.

A tranquillizzare Santucci ci ha pensato il sindaco Leonardo Michelini. “Né io né la giunta – ha detto il primo cittadino – abbiamo intenzione di perdere tempo a cercare delle responsabilità, che saranno di sicuro accertate nei tempi e nelle sedi opportune. Sappiamo che l’emergenza è un’altra, ed è quella di trovare una soluzione in tempi rapidi sia per i 38 dipendenti che hanno perso il lavoro, sia per la gestione del servizio di riscossione dei tributi. Quello che intendiamo fare ora, è cercare di salvare il salvabile. Quindi trovare una strada per recuperare prima possibile le cartelle in scadenza. E l’unico modo è acquisire l’archivio di Esattorie e avere tutti i dati relativi a ciò che è in scadenza e ciò che deve essere pagato. Questa è la tutela che dobbiamo garantire al comune e a tutti i cittadini di Viterbo”.

E’ Paolo Barbieri, invece, a invocare l’intervento dei parlamentari della Tuscia. “Chiediamo ai parlamentari viterbesi di  intraprendere iniziative ad hoc e di agire in commissione di Bilancio sul cosiddetto “decreto del fare” per chiedere di assorbire tutto il personale che a oggi si trova senza lavoro”.

Sono seguiti, tra gli altri, gli interventi di Luigi Maria Buzzi (Fdi), Gianluca De Dominicis del M5s e Claudio Ubertini (Pdl). Proprio Ubertini ha mostrato dubbi sulla realizzazione del consorzio nazionale per la gestione del servizio. “Non credo sarà la soluzione migliore. E’ evidente a tutti la precarietà del nostro governo e sono poco ottimista sulla sua realizzazione della struttura entro il 31 dicembre. Chiedo solo di muoverci per i lavoratori e per il loro futuro”.

I gruppi quindi hanno presentato gli ordini del giorno. Serra per la maggioranza e Buzzi per la minoranza. Documenti che, nella sostanza, erano simili e che hanno portato i due gruppi a riunirsi per mediare le posizioni e trovare un accordo tra le parti. Ne è emerso un unico documento in cui il consiglio comunale ha impegnato il sindaco e la giunta ad “affidare il servizio coattivo a un gestore terzo, avviando una procedura negoziata, senza previa pubblicazione di un bando di gara, nelle more dell’espletamento delle procedure per l’affidamento del servizio a evidenza pubblica”, vista l’urgenza della questione. Il consiglio impegna l’amministrazione inoltre a “informare le autorità competenti delle procedure intraprese e da intraprendere al riguardo“. Infine si è chiesto ancora di intervenire per “consentire agli uffici di aver immediato accesso e disponibilità della documentazione informatica e cartacea delle posizioni creditorie”.

A votazione nominale, il provvedimento è passato all’unanimità con 28 sì e due astenuti e cioè  Chiara Frontini (Viterbo 2020) e Gianluca De Dominicis (M5s).

Paola Pierdomenico 


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24 luglio, 2013

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