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Viterbo - Comune - L'opposizione mette sotto accusa l'approssimativo avviso in base al quale ha vinto la ditta con l'offerta più alta

“Festival delle luci, intervenga la magistratura”

di Giuseppe Ferlicca
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Claudio Ubertini

Claudio Ubertini 

Giulio Marini

Giulio Marini 

Luigi Maria Buzzi

Luigi Maria Buzzi 

Viterbo – Luce sul festival. Nelle intenzioni del comune è destinato a essere uno dei due appuntamenti clou del Natale a Viterbo, ma sul festival delle luci, in particolare sull’assegnazione per un importo di 70mila euro, l’opposizione va all’attacco.

“Stiamo lavorando su due campi – annuncia Giulio Marini – quello contabile e quello giudiziario. Chiameremo in causa procura e corte dei conti”.

Sotto accusa un avviso giudicato approssimativo, in base al quale i lavori sono stati affidati all’impresa che ha presentato il preventivo più alto.

“Procedure che a nostro avviso presentano gravi lacune – osserva Claudio Ubertini (Forza Italia) – fra due domande è stata scelta la più cara. Nell’avviso era riportato solo l’allaccio a carico dell’impresa e la descrizione artistica delle piazze.

L’affidamento va a quella che ha chiesto di più e come specificato nel verbale, perché ha inserito costi per servizi che l’altra non ha messo. Semplicemente perché non erano richiesti nell’avviso stesso.

Quindi la ditta che ha offerto di meno, lo ha fatto semplicemente perché si è attenuta alle richieste.

Per non parlare della parte artistica e tecnica. Sull’avviso venivano richieste schede specifiche, ma nessuna delle tre persone che hanno valutato le due offerte ha competenze specifiche.

Che le hanno chieste a fare? L’avviso, senza nemmeno il logo del comune, che per come è stato presentato si capisce che parte da palazzo dei Priori solo perché alla fine c’è la firma del dirigente, assomiglia a una ricerca di mercato, che poi è diventato una gara”.

Marini ha qualche altro dubbio: “Inutile nascondersi dietro a un dito – precisa Marini – gli indizi che dietro tutto possa esserci una lobby Caffeina ci sono. Se vai a guardare i tecnici, il comitato scientifico, ci sono persone riconducibili a iniziative politiche, Viva Viterbo, degli ultimi mesi.

Se si guarda tra i soci fondatori di Caffeina, si vede che l’azienda che ha vinto ne fa parte. Un conto è Caffeina evento culturale per la città, che io ho sostenuto e continuerei a sostenere, un conto è che Caffeina possa in qualche modo mettere bocca sull’indirizzo politico delle attività culturali a Viterbo.

Io queste cose le ho dette. Chi vuole ascoltare ascolti, altrimenti si rischia di rovinare tutto”.

In consiglio comunale Luigi Buzzi (Fratelli d’Italia) ha chiesto di chiarire come mai prima ancora che uscisse il bando, si siano visti tecnici nelle piazze a fare misurazioni, circostanza di cui l’assessore Antonio Delli Iaconi era a conoscenza.

“E’ successo durante una riunione con le associazioni – ricorda Buzzi – il primo cittadino si è meravigliato e ha chiesto a Delli Iaconi se fosse vero e lui ha risposto di sì. Sono gli stessi tecnici oggi al lavoro? Il sindaco e l’assessore a queste domande non hanno risposto”.

Senza contare che: “Quest’anno – incalza Marini – l’albero di Natale a piazza del comune è stato spostato mentre l’avviso era in corso. Poi abbiamo capito il perché, al centro della piazza ci sono i tralicci con i fari per il festival delle luci. I viterbesi avranno pure fatto bene a cacciare me e sostituirmi, ma non è che hanno l’anello al naso”.

Il festival delle luci, ma qualcosa da dire c’è pure sull’esposizione a palazzo dei Priori delle due tele di Sebastiano del Piombo (fotocronaca): “Nello stesso periodo lo scorso anno – ricorda Buzzi – abbiamo esposto quattordici affreschi alla sala Regia di palazzo Sforza, con una spesa di seimila euro. Oggi se ne spendono 60mila.

Noi avevamo concepito un allestimento rispettoso della sala Regia, che rimaneva visibile totalmente.

Voglio poi ricordare che le due opere di Del Piombo non erano negli scantinati del museo civico, ma visibili fino a dicembre 2012, fino a quando il museo civico non è stato chiuso per gravi problemi strutturali.

Forse l’assessore Barelli non ne è a conoscenza, ma il museo ha una bellissima pinacoteca, un ambiente climatizzato con percorso per i non vedenti.

Visto che Barelli sostiene che con un intervento minimo il museo si può riaprire, perché non ha investito i 60mila euro per sistemarlo, così avrebbe ridato di nuovo alla città le due opere, insieme a un percorso che comprende molti altri dipinti, un’intera pinacoteca, meravigliosa?

Ho visto poi che è stato nominato un comitato scientifico. Alcune persone hanno valenza nazionale, altre non mi pare. Come è stato nominato?

In questo caso come altri, non si tratta di una questione economica. Nella cultura si deve investire, ma il problema è come le scelte vengono fatte”.

E sui soldi: “Per 140mila euro – spiega Ubertini – realizzano due iniziative, ma per le frazioni non c’è niente e usano pure il fondo di riserva.

Per tutte queste ragioni abbiamo deciso di muoverci, del resto loro stessi quando stavano all’opposizione ci hanno insegnato che le carte vanno lette e poi si fanno i passi successivi.

A differenza loro, noi abbiamo comunicato cosa intendiamo fare. Non di nascosto”.

Giuseppe Ferlicca


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18 dicembre, 2013

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