Viterbo – Festival delle luci, in tre rischiano il processo. Sono il dirigente comunale Stefano Menghini, la caposervizio Anna Rita Gagliardi e la capufficio Maria Paola Pugliesi.
Per loro l’udienza preliminare a giugno davanti al giudice Francesco Rigato. Sono assistiti dai difensori Francesco Cercola, Sergio Buzzi e Rita Maria Portincasa.
Accusati di abuso d’ufficio in concorso, sono i componenti della commissione tecnica per la valutazione delle offerte pervenute al comune di Viterbo a seguito della pubblicazione del bando di gara per la realizzazione del “Festival delle luci”.
Secondo l’accusa avrebbero agito in violazione delle norme di legge e di regolamento sulla disciplina degli appalti, delle gare ad evidenza pubblica e della valutazione delle offerte.
In pratica avrebbero operato una valutazione “surrettizia, artificiosa e non veritiera” delle due offerte pervenute da parte della Audiotime srl e del Gruppo Carramusa srl.
In particolare – si legge nell’avviso di conclusione indagini – sono accusati di “avere affermato, contrariamente al vero, che l’offerta della ditta Carramusa non teneva conto delle spese relative agli allacci e ai quadri elettrici, poste dal bando a carico dell’affidatario”. L’offerta della Audiotime, invece, avrebbe detto: “Allacci della corrente sono a carico della scrivente, così come i quadri elettrici”.
Per la procura, i tre avrebbero “decurtato strumentalmente, dal totale di 58.185 euro+Iva dell’offerta della Audiotime, l’importo di 15.900 euro+Iva per servizi non previsti sotto la voce costi fissi, così riducendo virtualmente l’offerta della Audiotime, da quella originale, a 42.285 euro+Iva, apparentemente più vantaggiosa di quella della ditta Carramusa, pari invece a 45mila euro”.
“E così – si legge ancora – dichiaravano l’offerta più vantaggiosa essere quella della Audiotime, che si aggiudicava la gara, inoltre determinando e deliberando a favore della Audiotime la somma complessiva di 70.985,70 euro , corrispondente a quella formalmente risultante dall’offerta. Somma liquidata con mandato di pagamento in data 1 aprile 2014”.
“Intenzionalmente procuravano alla Audiotime rappresentata da Stefano Fringuelli – prosegue la procura – un ingiusto vantaggio patrimoniale e al comune di Viterbo nonché al Gruppo Carramusa rappresentato da Gaetano Carramusa un ingiusto danno”.
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