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Viterbo - Il dirigente del settore Cultura Stefano Menghini e due funzionarie indagati per abuso d'ufficio

Festival delle luci, commissione sotto inchiesta

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Viterbo - Comune - Stefano Menghini

Viterbo – Comune – Stefano Menghini

L'anteprima del festival delle luci a piazza del comune

Il festival delle luci a piazza del comune 

Viterbo – (s.m.) – Sotto inchiesta l’intera commissione tecnica che valutò le offerte.

E’ l’effetto Festival delle luci: quasi due anni dopo la prima e unica edizione della kermesse natalizia, per illuminare Viterbo centro, spuntano tre avvisi di fine indagine.

Nel registro degli indagati, la procura di Viterbo ha iscritto il dirigente comunale del settore Cultura Stefano Menghini, il caposervizio Anna Rita Gagliardi e il capoufficio Maria Paola Pugliesi. Tutti in servizio al comune di Viterbo. Tutti nella commissione tecnica che ha valutato le due offerte delle aziende Audiotime e Carramusa. Tutti inquisiti per abuso d’ufficio. 

Secondo il pm Renzo Petroselli, Audiotime, incaricata del servizio, avrebbe ottenuto un vantaggio ingiusto, a fronte dell’esclusione di Carramusa. Una scelta apparsa fin da subito anomala: Audiotime mise sul piatto un progetto da 58mila euro (70mila, Iva inclusa), a fronte dei 45mila euro (54mila Iva inclusa) di Carramusa.

Le indagini della finanza dicono che la commissione tecnica avrebbe usato un doppio espediente per giustificare la scelta di Audiotime: da un lato, aumentare virtualmente i costi della proposta Carramusa, dall’altro sgonfiare quelli del progetto Audiotime. 

In particolare, secondo gli atti d’indagine, i componenti della commissione avrebbero attestato “contrariamente al vero che l’offerta della ditta Carramusa non teneva conto delle spese relative agli allacci e ai quadri elettrici, poste nel bando a carico dell’affidatario, mentre l’offerta recitava ‘allacci a carico della scrivente, così come i quadri elettrici'”. In più, si parla di una “decurtazione strumentale dal totale dell’offerta di Audiotime l’importo di 15mila 900 euro più Iva per servizio non previsti sotto la voce costi fissi”, portando l’offerta di Audiotime da 58mila euro Iva esclusa a 42mila 285 euro. Meno di Carramusa.

La domanda è: perché? Quale motivo avrebbero avuto dirigente e funzionarie di Palazzo dei Priori per preferire Audiotime a Carramusa? Entro venti giorni dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, potranno spiegarlo loro stessi al pm, se decideranno di sottoporsi a interrogatorio. In alternativa, potranno presentare memorie o documenti. Oppure, aspettare l’udienza preliminare.


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16 settembre, 2015

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