Viterbo – “Nella macchina di Ascenzi nome e motto coincidono. Ecco perché ho presentato il ricorso”.
Arrivato secondo al bando per il rinnovo della macchina di santa Rosa con il progetto “Rosa nel cuore”, elaborato con Eleonora Pietrini di Grotte Santo Stefano e l’architetto Federico Ciatti, a soli 5 punti dal vincitore, Raffaele Ascenzi, Gianluca Di Prospero rivela di aver presentato ricorso alla commissione che ha esaminato i 42 progetti presentati. Afferma di aver riscontrato una “presunta anomalia” e ne chiede la verifica.
Di questa vicenda, però, ne parla con tranquillità. E’ sereno e dice di non voler fare polemica. Al suo quarto concorso è deciso solo a segnalare ciò che per lui non va. E l’ultima volta che partecipa e per questo è deciso a proseguire la sua battaglia lasciando a chi ha giudicato il compito di valutare se tutto è a posto.
“Ieri mattina – dice Di Prospero – ho depositato un ricorso al responsabile del procedimento e al presidente della commissione per il concorso della nuova macchina di santa Rosa che si è concluso pochi giorni fa. Riguarda il primo classificato, in quanto ho riscontrato una presunta anomalia che la commissione dovrà valutare”.
Cosa intende?
“‘Per me, il progetto vincitore non ha rispettato il criterio di anonimato. Su questo aspetto, c’è, anche un precedente che riguarda l’ultimo concorso, quando, tra i 67 partecipanti, undici concorrenti sono stati eliminati perché hanno messo il nome della macchina sull’elaborato”.
Secondo lei quindi il progetto di Ascenzi ha violato l’anonimato.
“Ha violato i caratteri dell’anonimato, non so se volontariamente o involontariamente”.
E in che modo lo avrebbe fatto?
“La commissione, che ha agito in totale correttezza, ha dichiarato il vincitore, “Gloria”, pronunciando appunto il motto. Il problema è nato nel momento in cui Ascenzi ha detto che quello era anche il nome della macchina. Il bando, infatti, prevede che l’unico elemento di identificazione può essere il motto. In questo caso, quindi visto che coincidono, ho deciso di sottoporre alla commissione il quesito”.
Se fosse vero, secondo lei, come avrebbe fatto una cosa del genere a passare inosservata?
“E’ vero, una volta detto che nome e motto coincidevano, la commissione avrebbe dovuto procedere. Probabilmente, nella confusione, non è stato possibile accorgersene subito. Inoltre, questo dettaglio è emerso solo nelle ore successive, dalle dichiarazioni fatte alla stampa. La mia non è una polemica e non ce l’ho né con il Comune né con Ascenzi. Ci sono però delle regole e nel capitolato di appalto è previsto che qualsiasi anomalia venga segnalata. Io l’ho fatto e ora starà alla commissione valutarla”.
Dove lo ha depositato il ricorso?
“Al protocollo, indirizzandolo al responsabile del procedimento e al presidente della commissione. Adesso, spero di avere risposte nel più breve tempo possibile. Nel caso venisse respinto, la questione passerebbe al Tar, ma non vorrei arrivarci, perché si potrebbe compromettere il rinnovo della macchina. L’errore è abbastanza palese per cui non credo ce ne sarà bisogno. La commissione dovrà prendere in mano la situazione e gestirla rapidamente”.
Perché ha deciso di intraprendere questa battaglia?
“E’ la mia ultima partecipazione al concorso, perché, oltre all’impegno, è diventata anche un’impresa economica che non riesco più a sostenere. Siccome, però, lo scarto di punteggio tra primo e secondo classificato è davvero esiguo e avendo riscontrato quella che presumo sia un’anomalia, allora ho deciso di andare fino in fondo per verificarne l’effettiva esistenza. Rispetto comunque l’attuale giudizio della commissione e resto in attesa di comunicazioni”.
C’è rabbia…
“Assolutamente no. Sono molto deluso, ma al tempo stesso tranquillo e, tutto ciò che è apparso in questi giorni sui giornali, non corrisponde alla realtà. Sono molto sereno e convinto di aver fatto un buon progetto che è comunque arrivato secondo. Vado avanti su questa strada, rispetto alle altre volte, perché, ripeto, è l’ultima volta che partecipo”.
Quali caratteristiche ha la sua macchina?
“Si fonda sullo spirito francescano coi quattro elementi, aria, acqua, terra e fuoco, a richiamare appunto il Cantico di san Francesco. I colori, bianco e giallo, si rifanno alla chiesa e a papa Francesco. La terra sta nella base che è monumentale ed è tutta Viterbo. Poi c’è l’acqua con le fontane e il fuoco con le fiaccole. La parte spirituale, l’aria, è resa dal fatto che dai monumenti parte un fascio di luce giallo, che accompagna la macchina in ascesa, insieme agli angeli, raffigurati con le ali aperte, che arrivano fino a sotto la santa. Ci sono poi delle stelle fatte con materiale high tech, mai usato prima, che irradiano luce verso l’esterno. Si ha l’impressione di etereo proprio perché non si vede il punto da cui parte. Ci ho lavorato dall’ultimo concorso e, secondo me è la più bella tra quelle che ho progettato”.
Perché?
“Perché è stata pensata e non istintiva come le altre che, comunque, hanno sempre ottenuto il consenso della “giuria popolare”. E’ stata ragionata e concepita con uno scopo, ossia quello di racchiudere la summa dei progetti che ho presentato nel passato”.
Cosa ne pensa invece della macchina di Ascenzi?
“Se ha vinto – conclude Di Prospero – è perché la commissione ha ritenuto che avesse le carte in regola per farlo. E’ molto carica, gotica. Se realizzata bene, potrebbe fare la sua figura, ma lo stesso varrebbe anche per le altre, la terza, la quinta fino ad arrivare all’ultima. Una macchina di 30 metri, anche la più brutta, fa sempre effetto”.
Pippi
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