Viterbo – Nuova Macchina di santa Rosa, quattro progetti a rischio.
Ieri la commissione chiamata a valutare le 46 idee arrivate, le ha visionate una per una, tranne due lasciate in sospeso (fotocronaca – slide).
Dalle 15 fino alle 19, valutando solo se tutta la documentazione richiesta fosse in regola, in pratica aprendo la busta A, quella riferita al progetto e mettendo a parte la B, con i dati degli ideatori, che sarà aperta solo una volta stilata la graduatoria.
La commissione non ha ancora preso una decisione definitiva, ma un progetto, il numero 27, è stato accettato dal protocollo del comune alle 12.40 del 29 dicembre, ovvero quaranta minuti dopo la scadenza ultima. Quindi è di fatto escluso.
A un altro, il 25, mancava la busta A, quindi per un’altra idea partecipante, spedita tramite corriere, non è stato possibile capire quando è arrivata al protocollo del comune.
C’è poi un ultimo caso, il primo a emergere ieri pomeriggio. Un progetto riportava scritto nella parte anteriore della busta A, il motto che ogni elaborato deve avere, ma non all’esterno della busta che dovrebbe riportare solo la dicitura: “Busta A progetto” senza alcun altro elemento identificativo.
Valuteranno i membri della commissione.
L’incontro di ieri ha visto la presenza di molte persone, essendo seduta pubblica, diversi ideatori, architetti.
Qualcuno ha avuto da ridire sul fatto che non fossero aperti e mostrati i progetti, altri si sono lamentati per possibili segni di riconoscimento sui pacchi la cui composizione è stata particolarmente originale.
I membri della commissione sono stati attenti a non mostrare il contenuto dei disegni, vietato scattare foto in sala, ci si è dovuti accontentare degli scatti durante il trasporto da una sala all’altra del palazzo in via Garbini. Vietato anche sbirciare.
Dei 46 progetti, 18 sono stati inviati con relativo bozzetto.
L’ultimo esaminato, poco prima delle 19, era chiuso in un contenitore alto un paio di metri, stile vecchio baule, con tanto d’istruzioni per aprirlo. Gran lavoro di facchinaggio.
Panico quando non si riusciva a trovare la busta con il progetto.
Si è scoperto poi che era contenuta nella parte bassa. Sotto la Macchina in scala gli ideatori hanno realizzato un cassetto in cui hanno riposto tutta la documentazione.
Il progetto sei era dentro una maxibusta, il nove era con le maniglie, il 12 per trovare la documentazione è stato necessario sollevarlo.
Il suo primo “Sollevate e fermi”. Gli ideatori si augurano che possa non essere l’unico.
Per aprire un contenitore è servito persino un cacciavite. Bozzetto conservato a prova di ladro. Il quindici è il progetto con il cappello. Sopra il bozzetto sono state attaccate le gigantografie a mo’ di copricapo.
Il lavoro della commissione presieduta dal dirigente comunale Stefano Menghini è andato avanti in modo abbastanza spedito, eventuali valutazioni avverranno in una fase successiva. Con il passare dei minuti la stanza del comune dove è avvenuta l’apertura dei plichi, si è andata riempendo di bozzetti e buste e svuotando di persone.
Evidentemente, chi ha visto passare la propria idea, rassicurato, ha potuto lasciare l’incontro.
Probabilmente fra di loro non c’era il partecipante numero 24. Pacco spedito con il corriere, si vede il luogo di partenza.
Oggi altra riunione, il lavoro non si presenta facile. Entro l’11 febbraio dovrà essere portato a termine, con tanto di progetto vincitore.
Dal momento dell’assegnazione ci sono venti giorni di tempo per il progetto esecutivo.
Giuseppe Ferlicca
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY