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Concorso Santa Rosa 2015 - Gianluca Di Prospero ha deciso: "Non voglio passare per quello che ha interrotto la macchina"

“Il concorso è pieno di errori ma non ricorro al Tar”

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Gianluca di Prospero

Gianluca di Prospero 

Gianluca di Prospero

Gianluca di Prospero 

Il modello di angelo scaricabile da internet

Il modello di angelo scaricabile da internet

L'angelo sul bozzetto di Gloria

L’angelo sul bozzetto di Gloria

Il modello di angelo scaricabile da internet

Il modello di angelo scaricabile da internet

L'angelo fatto a mano da Di Prospero

L’angelo fatto a mano da Di Prospero

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In questi giorni ho avuto modo di riflettere su quanto accaduto e, come avevo preannunciato fin dal primo comunicato, in cui dichiaravo che avevo riscontrato alcune incongruenze. Esaminando gli atti, ho notato che a mio parere sono stati commessi diversi clamorosi errori e che il mio ricorso in autotutela che verteva sul nome/motto era solo la punta dell’iceberg. Speravo che, dandone occasione, la commissione stessa, ma anche gli amministratori comunali, si sarebbero tutti spronati ad andare a verificare se nei contenuti dei verbali vi fossero anomalie.

Purtroppo nessuno lo ha fatto: nessuno, né della maggioranza, né dell’opposizione, ha mosso un dito per controllare se vi fossero state anomalie nel concorso così come riscontrate dallo scrivente, anche perché molti sono stati portati a pensare che in realtà lo scrivente non avesse gli elementi in mano da poter andare avanti e che tutto fosse il frutto di una ipotetica rabbia dettata da mancata accettazione del verdetto.

Per esplicitare, invece, alcuni passaggi a mio avviso irregolari, vorrei far notare alcune anomalie emerse dalle quali sembra che alcuni componenti della commissione, non solo non erano a conoscenza dei limiti imposti per i parametri di valutazione dei progetti, ma che, dai banali ma quanto clamorosi errori commessi, gli stessi non abbiano mai letto l’articolo 8 del bando di concorso.

L’articolo 8 comma 6 punti 1, 2 e 3 del bando di concorso (vedi allegato) prevedeva dei punteggi massimi ben chiari, (senza la possibilità di aggiungere punteggi bonus): da 0 a 50/100 per la qualità di livello creativo; da 0 a 25/100 per la qualità del progetto complessivo e da 0 a 25/100 per la fattibilità tecnica.

A questo punto mi chiedo come è possibile che a cinque concorrenti, compreso il progetto vincitore, siano stati attribuiti da alcuni componenti della commissione, dei punteggi che vanno fuori dai parametri consentiti per giudicare la qualità del progetto complessivo? Infatti leggendo i verbali delle operazioni si legge che è stato attribuito un punteggio pari a 26 al progetto numero 9 (Gloria); un punteggio di 27 al progetto numero 34 (Ad astra); un punteggio di 26 al progetto numero 29 (Rosa degli angeli); un punteggio di 26 al progetto numero 28 (Diva Rosa) ed infine un punteggio di 26 al progetto numero 23 (Nell’incanto del suo percorso di fede).

Tale errore si è ripetuto anche nella valutazione sulla fattibilità tecnica (punteggio massimo consentito di 25 su 100) ma questa volta ha riguardato il solo progetto vincitore (progetto numero 9 Gloria) a cui è stato attribuito un punteggio di 26.

Inoltre vorrei portare l’attenzione su una riflessione. E’ vero che la valutazione artistica del progetto da parte della commissione è soggettiva e quindi incontestabile, ma secondo il mio modesto parere è oggettivamente errato dare ad un modello di angelo scaricabile da chiunque tramite internet un punteggio superiore ad un angelo creato a mano dal nulla. Come è possibile che la commissione citando l’articolo 8 del bando in cui viene riportato: “per la qualità e per il livello di creatività si intendono tra l’altro anche l’illuminazione e il particolare estro creativo”, (punteggio massimo attribuibile 50 su 100) non si sia accorta che nel progetto vincitore sono presenti per 3/4 della struttura 12 figure di angeli, che riproducono un modello standard scaricabile gratis da chiunque da internet? (allegato 12 e 3).

Ma non è tutto, ad avvalorare quanto sopra esposto viene confermato dal fatto che l’angelo usato nel progetto vincente, oltre a non rientrare nei parametri di creatività non rientra nemmeno in quelli di originalità ed esclusività in quanto lo stesso modello è stato usato nel medesimo concorso da altri 4 concorrenti che lo hanno inserito nei rispettivi quattro progetti (allegato 4 e 5).

Come è stato possibile che la commissione non abbia tenuto conto della differenza creativa che passa tra un modello di angelo standard ripetuto 12 volte, impiegato dal concorrente vincitore al quale la commissione ha attribuito nei parametri di valutazione del livello di creatività un punteggio totale di 210, con una media di 42 e ha poi valutato i 6 angeli proposti dallo scrivente creati a mano dal nulla, uno differente dall’altro attribuendomi un punteggio totale sulla creatività di 195 con una media di 39 (allegato 6). Naturalmente non contesto di certo l’utilizzo del modello standard dell’angelo digitale inserito dagli artisti sui progetti in questione, ma solamente la discrepanza e l’assoluta incongruenza sui parametri di votazione, valutazione e misurazione, relativi al livello di creatività attribuiti dalla commissione (tabella 1, 2, 3).

In conclusione, con molta responsabilità, ma anche con molta convinzione di essere nel giusto, rinuncio al ricorso al Tar, nonostante, come confermatomi dai miei legali, abbia in mano tutti gli elementi per stravincere e invalidare il concorso stesso. Non farò ricorso al Tar perché il comune ha fatto un bando con i tempi talmente stretti che chiunque si fosse trovato nella mia stessa condizione, che avesse avuto ragione o torto, si sarebbe trovato comunque a dover bloccare la costruzione della macchina e di conseguenza con le spalle al muro e alla gogna mediatica, come è successo allo scrivente.

Rinuncio al ricorso al Tar perché ho una coscienza e non voglio passare alla storia di Viterbo (pur avendone tutte le ragioni) per quello che ha interrotto la macchina; perché sono e mi sento viterbese, perche sono devoto e voglio troppo bene a Santa Rosa, perché non voglio fare un torto né ai viterbesi né ai turisti che ogni anno il 3 settembre riempiono le vie di Viterbo; perché voglio bene ai facchini, uomini di fede che trasportano sulle proprie spalle con devozione e amore, non la macchina, ma per usare parole loro, la Santa: quello che c’é tra le loro spalle e la santa è solo di contorno.

Non farò ricorso al Tar perché, forse, pensandoci bene, è anche quello che ha sempre sperato il comune fin dal primo giorno in cui ho presentato il mio ricorso in autotutela, puntando sulla mia coscienza.

Rinuncio al ricorso al Tar anche se i miei legali hanno da subito rinunciato al loro compenso, qualora avessi deciso di andare avanti, e nonostante che diversi concittadini mi abbiano proposto di fare una sorta di colletta popolare per coprire parzialmente le spese o, addirittura, come ha fatto un cittadino il quale condividendo la mia causa, mi ha proposto di finanziare totalmente il ricorso al Tribunale amministrativo regionale.

Non farò ricorso al Tar e mi spiace che nessuno degli amministratori abbia provato a difendermi quando è stato detto: “chi fa ricorso se ha torto paga i danni”. Dopo aver letto anche i verbali, credo che sia chiaro che se c’è qualcuno che ha commesso degli errori non sono stato certamente io, semmai qualcun’altro.

Concludo, infine, questa mia lettera sperando che alla luce di quanto emerso, il comune possa e si senta in dovere di valutare seriamente se il concorso si sia svolto in maniera regolare; dovrebbe, forse, per dovere di responsabilità, rivedere in autotutela se i parametri di valutazione dei punteggi attribuiti ad ogni singolo concorrente dalla commissione siano stati espressi nella maniera giusta e razionale, ma soprattutto dovrebbe intervenire per correggere gli errori che sono stati commessi in contrasto con l’articolo 8 comma 6 punti 1, 2 e 3 del bando senza bisogno di dover arrivare al Tar.

È facilmente pensbile che, a questo punto, ognuno dei 46 concorrenti che hanno partecipato alla gara, anche quelli esclusi, potrebbero intervenire per far valere i propri diritti, facendo ricorso in autotutela e richiedendo la rideterminazione della graduatoria o addirittura l’annullamento del concorso stesso, così come previsto per legge in caso di mancato rispetto da parte della commissione dei criteri riportati sul bando.

Con Santa Rosa nel cuore (che era anche il mio motto).

Gianluca Di Prospero


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3 marzo, 2015

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