Viterbo – (g.f.) – Venti volte Rosa.
Nuova Macchina, scorrendo l’elenco dei 42 progetti esaminati, nei nomi, il riferimento più frequente è alla patrona. Citato per venti volte su 41, perché un progetto è stato presentato senza il motto e quindi escluso. Minimalista. Forse anche troppo.
La Macchina di santa Rosa deve ispirare, far sognare e se c’è chi come il vincitore Ascenzi ha puntato su Gloria, semplice, ma al tempo stesso d’impatto, altri hanno preferito soluzioni più originali.
Come la 19esima: “A te Rosa gentil che cultor divino…” la riga è finita, non c’era spazio per la dicitura completa.
O come il 40esimo: “Polistila Rosa”, oppure “Le onde sul cuore” (42esimo).
E se fra le ragioni che hanno portato ieri a mettere fuori gara altre sei idee c’è la mancanza di documentazione, c’è chi al contrario ha preferito abbondare.
Così, oltre alle fotocopie della carta d’identità ha inserito pure quelle del tesserino sanitario.
Lo stato di salute dell’ideatore non era tra i parametri di valutazione, magari lo diventerà la prossima volta, con un medico in commissione.
Così come potrebbe diventare valutabile nel punteggio finale, l’essere parsimoniosi nel realizzare il progetto.
In un caso, citando il costo, un ideatore ha precisato: “Non sarà molto costoso”. Pure il tre settembre deve fare i conti con la crisi.
In un altro caso, invece, il presentatore dell’idea ha alzato le mani al cielo: vista la particolarità della progettazione, non è facile preventivamente fare una stima delle spese.
Giusto. I conti si fanno alla fine.
Il concorso ha ispirato molti viterbesi, spingendoli a presentare i loro progetti, ma alcuni sono arrivati anche da lontano.
Un paio da Milano, ma addirittura uno da un architetto tedesco, uno da Siena, diversi da Roma e un altro da Perugia.
Ieri “Gloria” e applausi al vincitore Ascenzi, ma c’è chi i complimenti li ha voluti fare anche alla commissione, per avere lavorato in modo spedito e in riservatezza.
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