Viterbo – La promessa di una tangente da 3mila euro in cambio di un nulla osta.
C’è anche questo nel filone d’inchiesta arrivato lunedì in udienza preliminare. Non solo presunti appalti e affidamenti di incarichi truccati. Sull’ex funzionario del comune di Viterbo Massimo Scapigliati la procura ipotizza anche la concussione a danno dell’ex assessore comunale Fabrizio Purchiaroni.
Il fascicolo è una costola di “Genio e sregolatezza”, la maxiindagine della forestale sulle gare d’appalto spartite tra Viterbo e provincia. Ma anche dell’operazione “Dazio”, sempre del Nipaf (Nuclei di polizia ambientale e forestale), sulle tangenti in cambio di autorizzazioni dalla Sovrintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Roma, Rieti e Viterbo.
Se in alcuni casi Purchiaroni è indagato in concorso con Scapigliati e altri o per turbativa d’asta o per rivelazione di segreti d’ufficio, in una circostanza sarebbe vittima. Costretto a promettere 3mila euro (l’accordo iniziale era di 5mila) per ottenere un nulla osta dalla Sovrintendenza.
E’ l’estate del 2009. Purchiaroni, all’epoca assessore alla Cultura e allo Sport al comune di Viterbo, vuole ristrutturare un vecchio edificio in via delle Conce, nel cuore del centro storico. Il palazzo è antico e vincolato, serve l’ok della Sovrintendenza. Negli atti dell’inchiesta dei pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci si legge che il pagamento della tangente viene “prospettato come inevitabile” a Purchiaroni, “rappresentando tempi lunghi per il rilascio” e la possibilità dei funzionari di “gestire in modo arbitrario” la pratica.
Scapigliati, nell’ottica accusatoria, sarebbe stato il tramite dei funzionari romani, come in tutti gli altri casi di tangenti in cambio di nulla osta emersi nell’inchiesta “Dazio”. Dopo gli arresti del 2009, Scapigliati e i funzionari patteggiarono, mentre gli accertamenti della forestale sulla tangente chiesta a Purchiaroni andarono avanti. Chiuse definitivamente le indagini, i funzionari della Sovrintendenza patteggiarono anche l’ultima accusa. Scapigliati no: il gup di Viterbo Savina Poli deciderà a novembre se rinviarlo a giudizio per quei 3mila euro chiesti a Purchiaroni, come deciderà anche se mandare a processo gli altri sei tra ex amministratori (Purchiaroni compreso), ex funzionari comunali e imprenditori, tutti indagati a vario titolo per turbativa d’asta o rivelazione di segreti d’ufficio.
Contro gli ex dipendenti di Palazzo dei Priori, il comune di Viterbo è pronto a costituirsi parte civile.
Stefania Moretti
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