Viterbo – (g.f.) – In cinquant’anni, da mini facchini a grandi nonni. 1966 – 2016, mezzo secolo di trasporto per la Mini macchina del centro storico.
Un traguardo di tutto rispetto, festeggiato stamani al palazzo dei Papi. Presentando un libro che ripercorre gli anni di trasporto e non solo (fotogallery – slide).
Cerimonia affollata. Preceduta da un minuto di silenzio per le vittime del terremoto.
Un gioco cominciato 50 anni fa, come ricordato dal presidente del Comitato centro storico Alfredo Fazio. “Portando avanti le nostre tradizioni – spiega Fazio – con macchine sempre nuove ma con rimandi a tutto quello che è il nostro trascorso.
Oggi il 75% della formazione facchini arriva dai piccoli del centro. Dei nove nuovi entrati quest’anno, sette sono dei nostri”.
Una tradizione che continua. Ne è un esempio, Alessio Malè. Facchino, in passato nella formazione della mini macchina del centro storico. Oggi accanto ha suo figlio Lorenzo.
“È il 23esimo trasporto per me – ricorda Alessio – sono anche vice presidente del Sodalizio, ma le emozioni sono le stesse. Non si mangia il giorno del trasporto, non si dorme la notte prima e poi la liberazione quando si posa la macchina.
Non ho forzato mai mio figlio a farlo. È un qualcosa viene da se. O la fai o no”.
Renzo Lucarini cinquant’anni fa era un giovane mini facchino. Oggi fa parte del comitato. Si commuove ripercorrendo un percorso così importante. Sono le nozze d’oro.
Giancarlo Bruti ha scritto il volume, 50 anni di trasporto. In tanti anni, soddisfazioni molte: “Tanti ringraziamenti, ma abbiamo preso anche tanti schiaffi”. Giornata di festa, non si dovrebbe dire, ma la storia va raccontata tutta. Anche quella meno piacevole. Come l’interruzione nel 1975.
“Perché ci accusarono – ricorda Bruti – di ridicolizzare la tradizione di santa Rosa”. Ma la tradizione non si è fermata.
A rendere frizzante l’atmosfera dell’incontro, un botta e risposta tra il vescovo Lino Fumagalli e il presidente del Sodalizio dei facchini di santa Rosa Massimo Mecarini.
“I mini facchini sono la parte più bella della nostra tradizione, anche più dei facchini. Non me ne vogliano – dice il vescovo Fumagalli – sono la speranza della nostra comunità, del nostro futuro. Persone ammirevoli e vivaio per i futuri facchini”.
Ma quelli grandi restano un po’ bambini. Nell’entusiasmo. Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini lo ricorda al vescovo.
“I facchini grandi non hanno meno entusiasmo di quelli più piccoli – spiega Mecarini rivolto a Fumagalli – hanno lo stesso cuore. Per fare quello che facciamo, rimaniamo un po’ tutti bambini.
Quelli passati dalle mini macchine e oggi in formazione con noi, portano con grande dignità la divisa. Per questo auguro al Comitato centro storico di arrivare almeno a cento anni. Continuando con quest’attività importantissima.
Del resto, le mini macchine fanno parte del riconoscimento Unesco. Ringrazio tutti i facchini. Passati, presenti e futuri”. In sala, il consigliere regionale Daniele Sabatini, ricorda l’impegno per l’annullo filatelico previsto quest’anno.
Merito dell’impegno di Matteo Achilli. Per l’assessora comunale Alessandra Troncarelli, l’importanza delle mini macchine si traduce concretamente con il finanziamento che quelle storiche hanno ottenuto dalla regione. Ventimila euro.
Quest’anno l’annullo filatelico speciale. Il primo settembre a piazza delle Erbe, per i 50 anni della mini macchina. Ma in futuro, magari, si può pensare anche a un francobollo celebrativo. Come ricorda il direttore dell’ufficio centrale Poste di Viterbo.
50 anni, c’è anche la medaglia ricordo. Consegnata a tutte le istituzioni. E gli attestati, per chi si è impegnato a far sì che il centro storico quest’anno, in un anniversario così importante avesse una nuova macchina.
E a tutti coloro hanno fatto la storia della mini macchina in questo mezzo secolo.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY