Esordio trionfale per la nuova minimacchina del centro storico. La 23esima, quella che celebra il cinquantesimo trasporto.
E’ bellissima, snella ed elegante. La più bella mai realizzata. Di un bianco candito che leva il fiato. Bianca come l’innocenza dei minifacchini. Come la loro divisa. Come la veste di santa Rosa. Sulla base la scritta in latino “Viterbium ad Rosam vivet”.
A portarla in trionfo più di duecento bambini. Un centinaio sotto la macchina. Gli altri a formare un lungo strascico bianco.
Prima della partenza la consegna di attestati e targhe. E’ un rituale che si ripete dagli anni ’80. Sotto Luce di Rosa ci sono tutti: assessori, consiglieri comunali, provinciali e regionali. Il sindaco Leonardo Michelini e il vescovo Lino.
La festa inizia con l’inno dei minifacchini, cantato per il primo anno dalla piccola Sofia Biordi. “Evviva santa Rosa”.
I minifacchini sono pronti. Alessandro Lucarini anche. Nonostante sia il suo 25esimo trasporto, è emozionato quanto il suo piccolo esercito.
Alle 21,10 il “sollevate e fermi” di Renzo Lucarini (storico capofacchino), Alfredo Fazio (presidente del comitato centro storico) e Giancarlo Bruti (colonna portante del comitato). La macchina si anima. Luce di Rosa si muove e centinaia di viterbesi la acclamano, pronte ad applaudire i minifacchini.
Nata dalle menti di Lucio Laureti, Mario Todini e Natassia Andreani e Alessandro Piccinini è curata nei minimi dettagli. Per la prima volta a pianta quadrata, è circondata da otto angeli. Illuminata da duecento lumini a fiamma viva, da piazza del Comune a santa Rosa è alta un metro in più.
Impeccabile il passaggio sotto l’arco Torellini. Lì la minimacchina non passa, e i minifacchini sono costretti a inginocchiarsi.
La prima sosta è un successo, ma tante ne devono ancora arrivare. Tredici fermate per un percorso non semplice e simile a quello del tre settembre.
Partenza e arrivo a piazza Dante. Lì, cinquant’anni fa, tutto ebbe inizio. Con solo qualche cassetta di legno, scatole, bidoni, candele e santini, un gruppo di bambini di san Giovanni in Zoccoli realizza la prima minimacchina. L’obiettivo è quello di emulare i facchini e portare sulle spalle santa Rosa.
Pochi minuti di riposo e si riparte. Un altro tratto. Un altro sforzo. La girata a piazza del Comune, con la minimacchina che si alza di un metro. La salita di santa Rosa. Di corsa. All’arrivo, esplode la festa.
Luce di Rosa si è presentata bene. In tutto il suo splendore. Quattro quintali sollevati da fede, forza e volontà. E’ già entrata nel cuore dei viterbesi.
Appuntamento a sabato prossimo, a Vitorchiano. E’ successo solo poche volte che la minimacchina uscisse dai confini di Viterbo: nel 1968 e 69, dal 1979 al 1982 e nel 1991.
Raffaele Strocchia
Tutti i minifacchini di Luce di Rosa
1 AFFINITA LORENZO 2 AGOSTINI FEDERICO 3 ALBERTI ALESSIO4 ANDREOLI CHRISTIAN 5 ANESINI DAVID 6 ANGELI FILIPPO7 ANGELINI DANIELE 8 ANGELINI ALESSIO 9 APICELLA FRANCESCO10 AQUILANI MATTEO 11 ASPROMONTE LUIGI 12 ATTANASIO FRANCESCO