Viterbo – (g.f.) – Tutti in piazza, nonostante la “giannella”. La temperatura non è quella che ti aspetti il 23 agosto, ma l’atmosfera è quella di sempre. Accogliente e familiare. Cene in piazza, tredicesimo anno (fotogallery – slide).
A scaldare gli animi ci pensano i facchini di santa Rosa. E non c’è vento che tenga. Più che buona la prima.
“Grazie di essere qui – saluta dal palco il presidente Massimo Mecarini – nonostante la giannella”. I tavoli sono pieni. La zuppa di funghi va alla grande, ma il menù è ricco. Imbarazzo della scelta.
Ottocento posti a sedere. Qualcuno si è fatto anche un’ora di fila. C’è la solidarietà. Il ricavato in beneficienza, con un pensiero in più quest’anno, da parte del Sodalizio, verso chi ne ha bisogno.
“Avevamo fatto un appello per la colletta alimentare – ricorda Mecarini – il ricavato andrà alle Caritas parrocchiali. L’invito è a donare generi alimentari non deperibili. Se non lo avete fatto stasera, tornate domani portando qualcosa”.
Sul palco Andrea Baffo fa gli onori di casa. C’è il vescovo Lino Fumagalli tra i tavoli, saluta. La direttrice di Mammagialla Mascolo, l’assessore Giacomo Barelli. Allo stesso tavolo, la consigliera Daniela Bizzarri e poco vicino il presidente del consiglio Marco Ciorba.
È un anno speciale, dal palco il presidente lo racconta. “Con la diocesi avevamo pensato di fare uscire il corpo di santa Rosa per l’anno giubilare – ricorda Mecarini – poi abbiamo deciso di riprendere una tradizione che risale al 1935. Portare a spalla il corpo dalla basilica alla cattedrale il 31 alle 21, in occasione del Giubileo dei facchini.
Partecipano tutti, facchini nuovi e quelli vecchi, i mini facchini e le famiglie”.
Mecarini amplia gli orizzonti, cimentandosi nella declamazione di una poesia in viterbese stretto. Gioca in casa. Parla dei facchini. Insieme ad Antonello Ricci e Pietro Benedetti. I due della Banda del racconto hanno un temibile concorrente.
Sul palco pure il capo facchino Sandro Rossi. Quest’anno il percorso di Gloria si allunga. Tutta via Marconi e oltre. Un bell’impegno.
“Aggiungiamo un tratto – anticipa Rossi – per dare a più persone la possibilità di partecipare. Prevediamo un afflusso maggiore, anche perché sarà sabato”. Facchini emozionati. “Intanto con i nuovi che entrano. Stasera ho cominciato a vedere i ragazzi che cambiano di ruolo. C’è preoccupazione, ma sono confortati da chi sta loro vicino.
Il 3 si trasformano tutti in leoni, quelle paure, quelle piccole timidezze spariscono”.
Il trasporto sarà più faticoso. “Da piazza del Sacrario ci sono sei metri di dislivello rispetto a piazza del Teatro – sottolinea Rossi – ci fermeremo, faremo una sosta. Dobbiamo capire dove.
Attaccheremo come sempre le corde. I facchini sono pronti, ci aspettano dieci giorni di appuntamenti.
Sfilano con noi nove super facchini, sono le nostre mascotte, aprono la strada nel giro delle sette chiese”.
La consigliera delegata ai rapporti col Sodalizio Maria Rita De Alexandris indossa la “divisa d’ordinanza” delle cene. Collabora ai tavoli e sul palco ringrazia i facchini.
“Il loro cuore è grande – spiega a microfono – serviva sangue per una persona cui tutti noi vogliamo bene, Patrizio Fimiani. In pochi secondi hanno risposto in tantissimi.
Oggi sta facendo piccolissimi miglioramenti e io vi volevo ringraziare”.
Poi si la musica, la Diana cover band da Perugia e la serata continua.
Questo mercoledì di nuovo in piazza. Il menù prevede fagioli con le cotiche, trofie al ragù, spezzatino del facchino, oltre a braciola di maiale, salsicce, pancetta di maiale alla brace, bruschetta, formaggio sardo, fagioli ad insalata, pane, cocomero, tozzetti e vinsanto, caffè, cornetti caldi.
Si replica fino a venerdì.
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