Viterbo – “Santa Rosa chiede di farci abbracciare dall’amore di Dio” (fotocronaca – slide).
Queste le parole del vescovo di Viterbo Lino Fumagalli alla tradizionale messa del 4 settembre a santa Rosa.
In tanti hanno preso parte alla cerimonia che segue il trasporto della macchina che ora si trova sul sagrato della basilica. Si ringrazia per il passaggio impeccabile di Gloria compiuto ieri sera dai facchini con il sostegno di un’intera città .
Un trasporto straordinario senso di emozioni e novità a partire dal passaggio in via Marconi e piazza dei Caduti. Per arrivare al gioco di luci sul finale e al sollevate e fermi prima di posizionarla.
Alla basilica, alle 10.30 si sono ritrovati il presidente del Sodalizio Mecarini, il sindaco Michelini, il vice Ciambella, il costruttore Fiorillo, il presidente della provincia Mazzola, Fioroni, il colonnello dei carabinieri Mauro Conte, il questore Suraci, il procuratore capo Auriemma, la consigliera Bizzarri e altre autorità.
“Oggi – dice il vescovo – è il culmine dei festeggiamenti a santa Rosa. Ringrazio i presenti e chiedo di inviare un pensiero alle popolazioni scosse dal terremoto. Santa Rosa era una laica, apostola di Cristo. Noi le abbiamo messo l’abito religioso.
Così la descrive Pio XII che ci chiede di prendere il suo esempio per diventare protagonisti della vita ecclesiale della città. Santa Rosa non è rimasta nel tepore della sua famiglia, ma si lanciava nel mezzo delle masse popolari. Osiamo di più e sporchiamoci le mani nel nostro servizio comunitario. E’ tempo di una conversione ecclesiale. Mettiamoci nei panni di chi sta in periferia per rivedere le nostre attività”.
Di cosa ha bisogno l’uomo di oggi, ha chiesto il vescovo. “Ha forse bisogno di programmazione e organizzazione di eventi religiosi. O meglio dell’annuncio sempre nuovo che Dio ci ama e ci invita alla coesione e alla solidarietà. Ci chiede un cuore aperto a tutti. Santa Rosa invita a farci abbracciare dal suo amore. Ascoltiamola.
Se c’è una cosa che non abbiamo più è il tempo. Condividiamo perché la precarietà economica, la fatica di pagare le bollette, la mancanza di speranza in un futuro migliore e altre periferie esistenziali diventino il punto di partenza della nostra programmazione. Mettiamoci nei panni di chi soffre.
Santa Rosa invita i fedeli a uscire dalla chiesa per portare l’annuncio dell’amore di Dio che dà sollievo.
Poniamoci nell’ottica delle periferie esistenziali. Lo ha fatto santa Rosa e lei ci chiede di fare altrettanto. La piccola Rosa ci accompagni nel nostro cammino”.
Durante l’offertorio, sono stati donati sette ceri per il Santissimo.
Un gesto materialmente compiuto dalla consigliera alle pari opportunità, Daniela Bizzarri, a rappresentare l’omaggio del Comune alla sua Santa e dare voce, cuore e braccia alle donne per esprimere pubblicamente e ufficialmente la propria devozione a santa Rosa.
Hanno preso parte anche il professore Luigi Capasso che si è occupato della ricognizione del corpo di santa Rosa con la moglie.
Fuori e dentro la chiesa erano tanti i viterbesi che hanno partecipato a questo tradizionale appuntamento.
Hanno salutato Gloria, splendida sul sagrato, e lasciato preghiere nel contenitore accanto al corpo della santa.
A conclusione della cerimonia, la autorità si sono ritrovate nella sala capitolare per un breve rinfresco.
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