Viterbo – Inchiesta Inps, chiuse le indagini.
Il 415 bis, ovvero l’avviso di conclusione delle indagini, è stato recapitato a tutti gli indagati, accusati a vario titolo di truffa e falso.
Sono 19 in tutto: quattro dipendenti Inps (ex Inpdad) e quindici utenti, tra i quali figurano diversi nomi “illustri”. C’è l’ex consigliere regionale Pd Giuseppe Parroncini, il primario del pronto soccorso Bruno Mongiardo, il funzionario Massimo Mecarini, l’ex sindaco di Ronciglione Massimo Sangiorgi.
L’inchiesta, coordinata dal pm Paola Conti, è partita da una segnalazione dell’ufficio ispettivo di Roma, che ha poi messo al corrente la procura, per via di una pratica giudicata sospetta.
Quando sono intervenuti i finanzieri del nucleo di polizia tributaria la faccenda si è allargata a macchia d’olio fino a far emergere venti pratiche anomale tra riscatti di laurea e procedure pensionistiche a basso costo.
Il meccanismo contestato dagli inquirenti era abbastanza elementare: le richieste che giungevano all’ente di previdenza sociale venivano retrodatate oppure venivano considerati redditi inferiori rispetto a quelli reali. In questo modo l’utente doveva versare cifre nettamente più basse.
Per un riscatto di laurea, per esempio, il “risparmio” poteva essere anche di 200mila euro se solo si faceva figurare che la richiesta era stata presentata diversi anni prima. E’ quello che è successo, secondo la procura, con la laurea del dottor Mongiardo che avrebbe versato soltanto 7mila euro invece di 211mila.
Ma di casi ce ne sarebbero anche altri, con risparmi più bassi, ma pur sempre importanti: sui 10mila, 20mila e 30mila euro.
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