Viterbo – Viva Viterbo vota no al bilancio e sbatte la porta in faccia al sindaco Michelini.
– video: Rossi attacca la giunta Michelini
Dopo quindici ore di dibattito in consiglio comunale arriva lo strappo. Filippo Rossi e Maria Rita De Alexandris lasciano la maggioranza e l’assessore Giacomo Barelli rassegna le dimissioni. Manca poco all’una di notte.
“La distanza che ci divide è siderale – tuona Filippo Rossi, risvegliando un’assemblea ormai provata dopo ore passate a discutere emendamenti – la sua idea politica è di una tristezza infinita. Ma perché ha voluto fare il sindaco?”.
Risposta al primo cittadino che poco prima aveva tirato le somme nel suo discorso finale, sul documento che poi è stato approvato con 16 sì, compreso quello di Augusta Boco (Pd): “Tappandomi il naso” e 12 no.
“Un bilancio che non cambierà la città – aveva detto Michelini – ma non ce n’è uno che lo ha fatto, serve a mettere a posto i conti”. Apriti cielo. Per Filippo Rossi è il definitivo segnale. Addio senza ritorno e senza rimpianti.
“Così si distrugge una città – incalza Rossi – sbagliare lo capisco, ma partire con l’idea che la politica non possa cambiare la città, questo non ci sto. Si è candidato per massacrare una città, perché la politica non conta niente? Ma se lei pensava che non servisse, che i bilanci non cambiano le città, che cosa ci sta a fare qui?”.
Tante domande che non avranno risposta. A Rossi e ai suoi non servono più. “Lo spieghi alla città. Io fino all’ultimo stasera ho sperato ancora una volta di recuperare un anno di tempo, per fare qualcosa, il teatro Unione, il museo, l’area camper. Qualcosa. Invece sento dire dall’assessore Ricci che c’è un progetto”. Sull’area camper. “E sti cazzi? C’è un progetto è una risposta da funzionario pubblico. Non da politico. Il politico è quello che finanzia il progetto”.
Quel politico non sarà Filippo Rossi e nemmeno Maria Rita De Alexandris. Quest’ultima non ha potuto parlare e nemmeno Barelli, per formalizzare le sue dimissioni.
Altri due lasciano la coalizione e il sindaco Michelini si vede assottigliare la sua coalizione. 18 a 15, compreso il primo cittadino. Vuol dire che d’ora in poi dovranno essere sempre tutti presenti per far partire i consigli comunali, altrimenti da convocare in seconda. Come è stato votato il bilancio stanotte.
“Per noi invotabile – sottolinea Rossi – ho chiesto in qualche modo di modificarlo. Ci bastava anche una dichiarazione forte del sindaco su impegni precisi. Zero. Quindi, mi dispiace, io e il mio gruppo votiamo no e chiedo ufficialmente all’assessore che ci rappresenta in giunta di rassegnare le sue dimissioni”. Finisce l’esperienza di Viva Viterbo in maggioranza.
Un finale scritto durante una seduta tutta in salita per il movimento di Rossi, con teatro Unione e Genio e tutti i cavalli di battaglia del movimento civico bocciati uno ad uno dalla sua stessa, ex maggioranza. Emendamento per emendamento.
Tabula rasa per i primi cinque presentati. Filippo Rossi, Maria Rita De Alexandris e Giacomo Barelli si ritirano nell’ufficio di quest’ultimo. Si sentono le urla a distanza.
Ma più delle loro voci si è fatto sentire il silenzio del sindaco Leonardo Michelini. Cui Rossi si era appellato ancora una volta, per un’apertura che non c’è stata. Tanto che al turno successivo, quando è il momento di proporre gli altri emendamenti, ce ne sono sono ancora otto, il consigliere alza le mani. Bandiera bianca.
“Vista la totale indifferenza della giunta e del sindaco – dice Rossi – mi trovo costretto a ritirare tutti gli emendamenti. Grazie ai consiglieri di maggioranza e opposizione per l’attenzione, ma le risposte che stiamo aspettando sulle nostre istanze non sono ancora arrivate. Tediare il consiglio comunale in queste condizioni sarebbe inutile e a me le cose inutili non piacciono”.
Sergio Insogna fa propri gli emendamenti. Cambia il relatore, non l’esito della votazione. Torre civica, Genio, restauro fontana Pianoscarano. Niente da fare. Respinti dalla maggioranza. Addirittura la proposta per un contributo per l’accesso di persone disabili nei locali del centro storico non merita nemmeno d’essere recepito come raccomandazione da parte della giunta o del sindaco Michelini. C’è il peccato originale. Arriva da Viva Viterbo. Che adesso passa all’opposizione.
Se ne vanno altri due, dopo Goffredo Taborri, Chicco Moltoni, Sergio Insogna. E dall’opposizione, c’è chi chiede al sindaco di trarre le conclusioni. Pure su un bilancio che per Claudio Ubertini (FdI): “Cambia la città, ma in peggio”. Stesso pensiero di Chiara Frontini (Viterbo 2020): “Lasciate la città peggio di come l’avete presa ed era un’impresa difficile”. La consigliera si è portata avanti, immaginando già il fine legislatura.
E d’ora in poi sarà arduo per il centrosinistra: “Sarete costretti a scappare dal consiglio comunale – tuona Gianmaria Santucci (Fondazione) – ma noi vi imporremo di venire qui”.
Giuseppe Ferlicca
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