Viterbo – “Non sono state accolte le richieste di Viva Viterbo? Io ho parlato, quello che ho detto è a verbale, comunque…”. Ormai è fatta e il sindaco Leonardo Michelini, il giorno dopo l’uscita dalla maggioranza di Filippo Rossi e i suoi, è dispiaciuto, ma intanto guarda avanti. C’è ancora una coalizione Più risicata, ma c’è.
Viva Viterbo ha lasciato la maggioranza, prima ancora che Filippo Rossi lo ufficializzasse, in consiglio comunale dall’opposizione le avevano suggerito di trarne le conclusioni. Adesso che fa? Si dimette?
“Ho un bilancio approvato, ho un mandato dei cittadini, che faccio, mi dimetto? Oltretutto avendo una maggioranza. Siamo 18 a 15”.
Ma può contare su due consiglieri in meno. Numeri risicati. Non le si complica la vita?
“Non lo so. Il bilancio lo hanno votato tutti e sedici i consiglieri di maggioranza”.
Allora cambiamo prospettiva. Con due in meno è riuscito a compattare i rimanenti 18, si ritrova un gruppo più coeso?
“Secondo me le persone sono responsabilizzate, forse anche di più. Sanno che non si può scherzare e quindi mi sembra che possono essere più determinate nel prendere posizione e votare. Per il bilancio eravamo in 16 e hanno votato tutti e 16. Non è mai successo che tutti votino il bilancio”.
18 a 15, con uno scarto di tre consiglieri, pensa di riuscire a governare bene?
“Credo che i numeri ci siano. Non mancano. Molto spesso eravamo 19 a 13 e molto spesso, andando a votare eravamo proprio al limite”.
Giacomo Barelli le ha riconsegnato le deleghe?
“Sì, lo ha fatto”.
Le terrà lei, le assegnerà ai suoi assessori o nominerà un sostituto?
“Adesso ci penserò. Non l’ho ancora fatto. Al momento posso dirle d’essere dispiaciuto sul piano personale con Giacomo, ma sono cose che possono accadere.
Ma la vita amministrativa continua?
“Dobbiamo andare avanti. Abbiamo la responsabilità d’amministratori, non politici. Ribadisco. Come amministratore vado avanti e porto avanti gli impegni presi”.
Viva Viterbo è uscita da sola dalla maggioranza o l’ha accompagnata lei alla porta?
“Io li ho sempre difesi, anche a detta loro”.
Fino a un certo punto. Martedì in consiglio comunale da parte sua c’è stata una chiusura piuttosto netta verso Filippo Rossi e i suoi, o no?
“Ho detto fin da subito che nella dichiarazione finale avrei fatto presente come alcuni punti sostenuti da Viva Viterbo erano punti della coalizione, che io condivido con loro e con le altre forze di maggioranza. Museo civico, teatro Unione, quelli più salienti. I fondi per realizzare gli interventi ci sono. L’ho detto e sta a gli atti”.
Si è candidato per massacrare Viterbo, come sostiene Rossi?
“Lo vedremo alla fine. Do poco peso alle frasi propagandistiche, non mi pare che sia un dibattito molto lucido. Spesso è solo propaganda”.
Filippo Rossi ha realizzato che tra lei e Viva Viterbo c’è una distanza siderale. Se n’era accorto anche lei?
“Io con l’assessore di Viva Viterbo ho lavorato bene, anzi. L’ho sempre difeso quando serviva, dall’inizio alla fine e anzi, ho rispettato il suo lavoro. Un lavoro fatto spesso insieme e con gli altri componenti della giunta, che di volta in volta erano coinvolti. Quindi non mi pare. Certo, io il rapporto ce l’avevo con l’assessore. Filippo Rossi l’ho visto poche volte, dico la verità. Diversamente da Barelli, con cui avevo contatti tutti i giorni e forse anche qualche ora al giorno”.
Era inevitabile come conclusione o si poteva fare qualcosa per impedire l’uscita di Rossi e dei suoi?
“L’epilogo mi pare che fosse già tracciato da qualche tempo. O prima o dopo sarebbe successo”.
“Sente il peso di Fioroni sull’amministrazione? Rossi e Barelli hanno definito il parlamentare Pd come il Grande fratello del comune.
“Ma no… saranno quindici giorni che ci devo parlare. Fioroni ha altro cui pensare che non a Viva Viterbo”.
Cosa perde la sua coalizione con l’uscita di Viva Viterbo?
“Posso dire che io perdo un assessore che ha lavorato. Poi, con Filippo Rossi non ho avuto molti contatti, ma perché non era molto presente in consiglio e nel dibattito politico e amministrativo”.
Che ne sarà adesso delle istanze care a Viva Viterbo, una su tutte la riapertura del teatro Unione?
“L’ho detto. Stiamo predisponendo il bando per la gestione. Quello che serve lo metteremo e se non sono sufficienti i soldi stanziati, ne aggiungeremo altri. L’ho ribadito in consiglio comunale ed è a verbale. Come la riqualificazione del museo civico, con il primo stralcio. Ecco perché secondo me l’epilogo era già scritto”.
Filippo Rossi con Viva Viterbo si ripresenta alle prossime comunali. E lei?
“Gli faccio tanti auguri. Io lo deciderà a Natale 2017”.
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