Viterbo – Torna la musica a Caffeina. Ne usciranno di note a piazza Cappella la location che, quest’anno, Caffeina dedica solo alla musica con #piazzaminifestival. Un palco, microfoni, amplificatori e canzoni di artisti locali e non. Nient’altro. Il compito di organizzarlo è stato affidato a Paolo Moricoli che di musica si occupa da una vita e che quest’anno col suo Minifestival taglia il traguardo dei venti anni.
Ogni sera per dieci giorni, dalle 21,30, si alterneranno giovani di talento, coi ragazzi dell’ultima edizione Minifestival che apriranno i concerti.
Come nasce questa iniziativa?
“L’idea – racconta Moricoli – è di qualche mese fa, quando, parlando di Caffeina 2017 con Filippo Rossi e Andrea Baffo, mi hanno detto di voler dare più spazio alla musica rispetto alle edizioni precedenti. Il mio hobby è appunto quello di fare musica coi giovani e ho proposto dei nomi da inserire. Ne ho fatti tanti. Persone che hanno un futuro in questo campo e che, per me, potevano essere interessanti per il festival. E’ a questo punto che mi hanno detto di prendermi una piazza e sceglierne dieci, uno per ogni sera, da far esibire. Lo abbiamo chiamato #piazzaminifestival”.
#piazzaminifestival… ma perché ci saranno i piccoli?
“Sono giovani che vanno dai 6 ai 20 anni, quindi di mini c’è solo il nome che, ormai, è un marchio depositato. Tutti poi hanno a che fare col Minifestival. In più ci saranno i ragazzi dell’edizione attuale che apriranno i concerti dei dieci scelti nell’ambito di Caffeina”.
Chi ci sarà?
“Abbiamo preso delle certezze, punti fermi conosciuti a Viterbo come il Carosello napoletano con Fabio Barili, Laura Leo e Luisella Capoccia, il Trio Volpara, i Cartoon shock o i Dimastè acoustic trio. Poi ci sono gli emergenti e cioè gli Sdp, che fanno un rock a metà tra l’italiano e l’internazionale, i Lucky shot, che si sono formati al master class di San Martino e che sono ragazzi di grande talento col cantante che si avvicina alla vocalità di Steven Tyler degli Aerosmith, poi i Senza Limiti, col cantante Davide Valeri che ha vinto per due volte il minifestival”.
Nella lista anche sei ragazzi che vengono da “Ti lascio una canzone”.
“Si tratta di tre coppie che si esibiscono appunto in duo: Vincenzo Cantiello, unico italiano a essersi aggiudicato lo junior Eurofestival, e Alessandro Pirolli, secondo al World Explosion Contest e che ha 15 anni ha già vinto il disco d’oro. Il suo nuovo singolo, uscito da qualche giorno, ha venduto quasi tremila copie in 32 ore ed è tra i più ascoltati di Spotify. Poi il duo catanese Emanuele Bertelli e Roberto Tornabene. Fantascientifici.
Infine, le nostre due mascotte Marco Boni e Gaia di Giuseppe, 13 e 12 anni ancora da compiere. Hanno partecipato al minifestival e sono ragazzi umilissimi e di grande talento. Addirittura, all’Accademia italiana della canzone a Roma, a cui partecipano ragazzi dai sedici anni in su, hanno modificato il regolamento per Marco, facendo un’eccezione solo per averlo. Non li scopro io, ma porto a Viterbo dei ragazzi che probabilmente hanno un futuro annunciato e che ora sono solo agli albori della loro carriera artistica”.
Che tipo di repertorio ci sarà?
“C’è parecchio rock cantautorale, ma ognuno porta il suo genere e, ogni sera, ha la sua storia. Un amante della musica ha di che divertirsi”.
La musica torna in piazza.
“Era ora, visto che ci sono così poche occasioni. Caffeina sarà sicuramente una bella opportunità per i ragazzi, per suonare nel centro di Viterbo e farsi conoscere. Una vetrina e un modo per veicolare la musica. Mi spiace solo di aver lasciato fuori tanti altri artisti che meritavano di esserci, ma che, anche per questioni logistiche, non potevo chiamare. Sarà per la prossima edizione…”.
Cosa ha rappresentato per lei la musica?
“Ho iniziato prestissimo quindi, da subito, ha avuto un ruolo fondamentale. Fino a 13 anni ho ascoltato musica classica, non lirica, perché per me con la voce si rovinava il brano. Sinfonie e Ciajkovskij erano per me il top. Poi ho cominciato a trasmettere in radio e da lì ho ascoltato davvero tutto. Infine, nel 1997 è arrivato il minifestival che ha dato spunto alle trasmissioni Rai e Mediaset “Io canto” e Ti lascio una canzone”. Senza la musica, forse, sarei ricchissimo di soldi – scherza – che invece ho speso per i tre miliardi di dischi che ho a casa, ma sarei sicuramente più povero di spirito perché tante cose le ho fatte proprio grazie alla musica”.
Per un giovane di oggi cosa può essere invece?
“Un impegno e un obiettivo, che non è solo quello di diventare famoso, ma soprattutto quello di fare qualcosa di bello che può appassionarti e toglierti da tanti guai. C’è a chi la musica ha salvato la vita. Si canta, si scrive, si fanno le prove. La vita di un musicista non ha mai vuoti – conclude Moricoli -. Insomma, non ci si annoia mai”.
Paola Pierdomenico
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