Civita Castellana – (s.m.) – Calci e sprangate per cacciarlo dal camper. Il pestaggio a sangue che gli ha perforato un polmone ripercorso attimo per attimo davanti al giudice.
Si è svolto venerdì mattina a porte chiuse l’incidente probatorio sull’uomo aggredito il 25 giugno scorso, in località Madonna delle Piagge a Civita Castellana. La vittima, un 46enne di nazionalità romena, cercava un riparo per la notte: entra in un camper rompendo un vetro e si mette a dormire lì. Dopo poco, la raffica di calci, pugni e bastonate che gli fa perdere conoscenza. I carabinieri lo ritrovano tramortito a terra dopo quattro ore.
In meno di un giorno rintracciano e arrestano il proprietario della roulotte, un 46enne di Civita. Un secondo arresto viene eseguito dopo un mese: un trentenne si costituisce. Dice di aver picchiato selvaggiamente la vittima, dopo la telefonata dell’amico padrone del camper che lo avvertiva.
Entrambi finiscono ai domiciliari per tentato omicidio. E agli investigatori tutto torna, perché l’uomo aggredito aveva parlato fin dal primo momento di più persone intorno a lui a picchiarlo.
Era stata la procura a chiedere l’incidente probatorio per cristallizzare la testimonianza della vittima, sentita sommariamente dai carabinieri, ma una deposizione vera e propria non era stata raccolta: dopo le sprangate, il 46enne era rimasto per giorni ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Andosilla di Civita Castellana. Dall’incidente probatorio nessuna sorpresa. L’uomo ha confermato quelle poche frasi dette ai carabinieri che lo hanno soccorso: tante botte, calci, bastonate. E più persone a pestarlo.
Ora gli atti tornano al pm Chiara Capezzuto, che dovrà decidere come proseguire. Potrà differenziare le posizioni, chiedere l’archiviazione o procedere per entrambi per tentato omicidio. L’ipotesi più probabile. Perché, per gli inquirenti – e per la vittima – quel pestaggio è stato a più mani.
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