Roma – (sil.co.) – Assalto alla Cgil di Roma dello scorso autunno, condannato Massimiliano Petri del “massacro del camper” avvenuto nell’estate di cinque anni fa a Civita Castellana.
Petri è tra i sei militanti di Forza Nuova e no Green Pass che hanno scelto l’abbreviato per l’assalto alla Cgil dello scorso 9 ottobre. E’ lui il manifestante che, durante il percorso verso l’ospedale, avrebbe preso “a calci l’attrezzatura del mezzo” e avrebbe aggredito anche l’infermiera a bordo che cercava di assisterlo, a causa di una ferita che aveva l’uomo.
I responsabili dell’assalto dovranno scontare complessivamente 33 anni e 2 mesi di prigione. All’Anpi non è stato riconosciuto alcun risarcimento.
Petri è tra gli imputati per cui sono stati chiesti otto anni di reclusione per devastazione e resistenza a pubblico ufficiale. Ieri ridotti a sei anni.
Membro degli Ultras della Lazio, è stato condannato quattro anni fa in primo grado a 3 anni e 4 mesi di reclusione dal tribunale di Viterbo per il feroce pestaggio – messo a segno con un complice condannato alla stessa pena – di un sospetto ladro sorpreso all’alba del 25 giugno 2017 a frugare all’interno di un camper parcheggiato in località Madonna delle Piagge a Civita Castellana.
Vittima un romeno, massacrato a sprangate, calci e pugni. A processo per tentato omicidio, difesi dagli avvocati Domenico Gorziglia e Domenico Cancilla, i due imputati sono stati condannati per lesioni gravi con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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