Viterbo – Violenza sessuale sulle pazienti della clinica, un video fa dubitare dell’attendibilità di una delle vittime.
La donna avrebbe raccontato alla polizia dei presunti abusi, ma anche fatti inverosimili accaduti nella casa di cura. Sarà sottoposta a un supplemento di perizia psichiatrica per verificarne la capacità di testimoniare.
Si tratta della videoregistrazione dell’interrogatorio in questura di una delle due vittime che si sono costitute parte civile contro l’operatore sanitario 27enne arrestato un anno fa e rimasto ai domiciliari fino alla primavera scorsa.
Un filmato il cui contenuto farebbe dubitare dell’attendibilità della presunta parte offesa, tanto da convincere il collegio a disporre una perizia suppletiva sulla capacità di testimoniare della donna.
E’ ripreso così, ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, il processo a porte chiuse all’operatore tecnico assistenziale 27enne arrestato il 9 ottobre 2018 con l’accusa di violenza sessuale in seguito alle denunce di tre pazienti di una casa di cura del capoluogo. Il giovane, come sempre, era presente in aula.
– Palpeggia le pazienti della casa di cura, parola agli psichiatri Traverso e Biagiotti –
In tribunale hanno fatto ritorno i periti psichiatri Giovanni Battista Traverso, Sergio Biagiotti e Antonio Coppetelli, quest’ultimo per l’imputato, sentiti in contraddittorio dopo che la volta scorsa, il 5 giugno, avevano illustrato le rispettive relazioni.
Una delle parti offese, in particolare, soffrirebbe di disturbo paranoide, un disturbo di personalità caratterizzato da diffidenza e sospettosità che spingono a interpretare le motivazioni degli altri sempre come malevole per la propria persona o per le persone a cui il paranoico vuole bene.
Nel corso dell’udienza, il difensore Marco Russo, che già in passato ne aveva chiesto il deposito, è tornato a chiedere l’acquisizione della videoregistrazione dell’interrogatorio.
Un filmato che mostrerebbe la vittima raccontare sia i presunti abusi subiti in clinica dal 27enne accusato di violenza sessuale continuata e aggravata dalla minorata difesa, sia altri accadimenti, che a sua detta sarebbero avvenuti all’interno della casa di cura. Episodi talmente incredibili, inverosimili, assurdi da convincere lo stesso collegio a disporre una perizia psichiatrica suppletiva sulla capacità della donna di testimoniare
L’operatore tecnico assistenziale, che prestava servizio presso la clinica viterbese, è stato arrestato l’anno scorso dai poliziotti della squadra mobile della questura, che hanno condotto le indagini coordinate dal sostituto procuratore Eliana Dolce. Presunte vittime tre donne sulla quarantina, nessuna delle quali viterbese. Gli episodi sarebbero avvenuti durante l’estate, e consisterebbero in molestie sessuali verbali, palpeggiamenti e sfioramenti di parti intime. A far scattare le indagini è stata una delle tre donne, che a fine settembre si era rivolta agli agenti della squadra mobile per denunciare gli abusi.
“Mi ha palpeggiato e sfiorato nelle parti intime”, avrebbe raccontato. Il processo riprenderà il prossimo 13 novembre, quando i periti dovranno tornare in aula per relazionare sull’idoneità fisica o mentale della donna a rendere testimonianza.
Silvana Cortignani
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