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Tribunale - Secondo la difesa dimostrerebbero l'inattendibilità delle parti offese - Imputato di violenza sessuale un operatore trentenne

Abusi su pazienti clinica, no a proiezione in aula degli interrogatori protetti delle vittime

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Marco Russo

Il difensore Marco Russo

Viterbo – (sil.co.) – Presunti abusi sessuali sulle pazienti di una casa di cura del capoluogo, riprenderà a febbraio davanti ai nuovi giudici del collegio presieduto dal magistrato Jacopo Rocchi il processo all’operatore tecnico assistenziale (Ota) trentenne arrestato il 9 ottobre 2018 con l’accusa di violenza sessuale in seguito alle denunce di tre pazienti di una casa di cura. Due si sono costituite parte civile, mentre una quarta presunta vittima è stata sentita solo come parte offesa. 

Durissimo il difensore Marco Russo che, all’udienza di martedì per la nuova calendarizzazione, a fronte ella nuova composizione della terna giudicante ha chiesto che venisse in parte rinnovata  l’istruttoria, con la proiezione in aula dei video degli interrogatori protetti della parti offese, “con le domande filtrate dall’allora presidente del collegio”, “pazienti fragili” sulla cui attendibilità ha sempre sollevato dubbi il legale del giovane, accusato cinque anni fa di violenza sessuale.

“Una delle presunte vittime ha parlato di abusi avvenuti di notte, un’altra di ‘masturbazioni plurime’ di operatori e infermieri. Ci sono cose di tale inverosimiglianza, contagio narrativo, una parte offesa che ammette l’infatuazione per l’imputato. Una di loro si è sottratta alla perizia sulla capacità a testimoniare, un’altra è stata sentita dallo psichiatra del tribunale presso una Rems di Caltagirone, ma di quel colloquio non esiste video bensì soltanto l’audio. Si tratta di una donna ricoverata dopo che ha minacciato di buttarsi da un tetto dopo 13 denunce al marito, secondo cui alla Caritas hanno provato a ucciderla avvelenandola col sale, ma lei è stata furba perché ne prendeva poco e così si è salvata”.

Il collegio, rigettando le richieste della difesa, ha calendarizzato le prossime tre udienze, fissando a inizio estate l’esame dell’imputato, prima di procedere alla discussione.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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2 ottobre, 2023

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