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Prof e studentessa positivi al Coronavirus, più di cento persone in quarantena

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Viterbo - Casa dello studente di via Cardarelli

Viterbo – Casa dello studente di via Cardarelli

Viterbo - Casa dello studente via Cardarelli

Viterbo – Casa dello studente via Cardarelli

Viterbo - Casa dello studente via Cardarelli

Viterbo – Casa dello studente via Cardarelli

Viterbo - L'università chiude per il coronavirus

Viterbo – L’università chiude per il coronavirus

Viterbo – Professore e studentessa dell’Unitus positivi al Coronavirus, più di cento persone in quarantena fiduciaria. Lo prevede il protocollo per chiunque abbia avuto contatti con persone risultate positive già al primo tampone del Covid-19. È il caso della studentessa georgiana di ventitré anni e del docente d’Agraria di 62 anni, accusati alcuni sintomi, tra i quali febbre e tosse, sono ricoverati allo Spallanzani di Roma. All’istituto di malattie infettive sono stati sottoposti al primo tampone, che ha dato esito positivo. Nelle prossime ore verranno sottoposti al secondo tampone e, in caso, dovranno poi attendere la validazione dell’Istituto superiore di sanità.

Sia della studentessa che del professore, per elementari motivi deontologici e per evitare inutili e pericolose gogne mediatiche, Tusciaweb non pubblica né il nome né la foto.

Da ieri sono in isolamento nella casa dello studente di via Cardarelli più di cento ragazzi. Sono tutti studenti di circa vent’anni e tutti, come riporta il documento affisso all’ingresso, “considerati contatti stretti” della ventitreenne. La residenza, fino a martedì mattina, ha ospitato la ragazza poi ricoverata allo Spallanzani. La Pisana e il Disco, l’ente regionale per il diritto allo studio e alla conoscenza che si occupa anche di queste strutture, hanno fatto sapere che “secondo le indicazioni della Asl di Viterbo, si stanno ponendo in essere tutte le azioni opportune per tutelare gli studenti e il contenimento del contagi. Le autorità competenti hanno disposto l’isolamento domiciliare fiduciario per gli studenti ospiti della struttura. Sarà cura di Disco provvedere a recapitargli i pasti giornalieri”.

Sempre ieri i ragazzi hanno ricevuto una serie di indicazioni comportamentali dalle autorità sanitarie, con le quali è stato creato un contatto diretto per qualsiasi tipo di necessità ed esigenza. Come da prassi dovranno restare in quarantena per 14 giorni e, tra le altre cose, misurare la temperatura corporea ogni tre ore circa. Qualora avessero febbre, tosse e dolori muscolari dovranno chiamare i numeri utili. Proprio come ha fatto la loro collega: rientrata dal nord Italia, dopo aver accusato alcuni sintomi, ha contattato il 118. Il personale dell’emergenza sanitaria l’ha poi trasportata allo Spallanzani. Direttamente, senza alcun passaggio all’ospedale di Belcolle.

In isolamento c’è pure chi ha avuto contatti con il professore del dipartimento Dafne: rientrato da un convegno fuori regione, ha manifestato dei sintomi e ieri è stato ricoverato. Le autorità competenti sono al lavoro per individuare le origini dei contagi: si tratta davvero del nord Italia per la ventitreenne e del convegno per il professore? Anche perché, al momento, tra i due non sarebbero emersi legami. Il rettore dell’Unitus, Stefano Ubertini, ha assicurato che “il docente l’ultima volta ha frequentato i locali dell’università della Tuscia il 20 febbraio scorso”.

La Asl sta anche lavorando a ritroso per ricostruire i contatti stretti avuti nell’ultimo periodo dalla studentessa e dal professore. Le autorità sanitarie stanno facendo tutte le verifiche e stanno attivano, quando necessario, tutte le procedure preventive e di precauzione del caso. “In queste ore – fa sapere l’azienda sanitaria di Viterbo – il nostro personale, sanitario e non, sta lavorando con un’abnegazione pazzesca. A loro va il nostro grazie, perché in questa situazione ci stiamo rendendo conto ancora una volta del valore della sanità pubblica”. Poi l’appello. “Alla calma – continua la Asl -. Il nostro sistema sta operando in stretta sinergia con la regione e il ministero della Salute, e siamo pronti ad attivarci qualsiasi problematica dovesse emergere. I medici di famiglia sono in collegamento con noi e tutti i numeri, dal 1500 al numero verde 800118800, sono attivi”.

L’Unitus si è fermata: dalle 14 di ieri e fino al 15 marzo. Il rettore Ubertini, firmando il decreto, ha disposto la sospensione di tutte le attività didattiche: lezioni, seminari e tirocini. Colloqui e ricevimenti, viaggi d’istruzione e visite di studio. Convegni, conferenze e dibattiti. Concerti, manifestazioni e concorsi. Chiuse biblioteche e sale studio. Stop a esami e lauree. “Gli esami di profitto e di laurea e altre iniziative di carattere formativo – spiega il decreto rettorale – sono rinviati e verranno ricalendarizzati. Date e scadenze del calendario accademico saranno adeguate di conseguenza”. Fanno eccezione le attività didattiche che si tengono nella scuola sottufficiali dell’esercito e nella scuola marescialli dell’areonautica, e il personale docente e tecnico amministrativo che dovrà prestare “regolare servizio”. L’Unitus ha fatto sapere che “la sospensione delle attività didattiche è stata decisa in via precauzionale, per motivi di contenimento e per consentire l’igienizzazione di tutti i locali”.

Da oggi e fino al 15 marzo, con un decreto del presidente del consiglio, chiuse in tutta Italia università e scuole di ogni ordine e grado, compresi gli asili nido. Una misura, ha sottolineato il premier Giuseppe Conte, volta al “contenimento diretto del virus o di ritardo della sua diffusione perché il sistema sanitario, per quanto efficiente ed eccellente, rischia di andare in sovraccarico”. In particolare “per la terapia intensiva e subintensiva”.
Per quanto riguarda lo sport, invece, fino al 3 aprile eventi, competizioni e allenamenti si svolgeranno a porte chiuse in tutta Italia.


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