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Tribunale - Spedizione punitiva a Caprarola - In aula un carabiniere e due amici del 37enne preso a sprangate

Agguato stile Gomorra, i testimoni: “La vittima urlava col volto coperto di sangue”

di Silvana Cortignani
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Caprarola – “Urlava dal dolore, aveva il viso tumefatto e sanguinante e aveva sangue anche all’addome. Ci ha detto che era stato picchiato da tre sconosciuti, poi gli è sfuggita una frase: “Tutto per 80 euro'”. In quel “tutto per 80 euro”, riferito ieri in tribunale da un carabiniere, il movente della spedizione punitiva “stile Gomorra” messa a segno l’8 febbraio 2023  nei pressi di una chiesetta isolata di Caprarola ai danni di un nigeriano di 37 anni.


Caprarola - Due arresti per spedizione punitiva

Caprarola – L’auto devastata durante la spedizione punitiva


La vittima è parte civile con l’avvocato Walter Pella al processo per lesioni aggravate a carico di due albanesi di 31 e 32 anni arrestati il successivo 18 aprile su richiesta della pm Paola Conti, e nei guai anche per droga, mentre un terzo è finito indagato a piede libero.

A proposito di droga, il 31enne, difeso dall’avvocato Franco Taurchini, sempre ieri, è stato assolto dall’accusa di spaccio collegata alla vicenda. Sarebbe solo un assuntore, afflitto da “certificati” problemi di tossicodipendenza. 

A confermare che la vittima, nell’immediatezza, ha subito detto “tutto per 80 euro”, un presunto debito di droga che avrebbero avuto con lui il 31enne, è stato un carabiniere della compagnia di Ronciglione, intervenuto assieme al 118 non appena due amici di Nepi, chiamati al telefono dal nigeriano, hanno dato l’allarme. 

Entrambi sono stati citati dal giudice Jacopo Rocchi, data l’importanza del loro ruolo di testimoni, ma solo uno si è presentato. L’altro è stato multato di 450 euro e la prossima volta sarà scortato in tribunale dai carabinieri.  

“Dovevamo vederci col 37enne al bar, a Nepi, quando lui ha telefonato al mio amico, con cui ero in auto, per chiedere aiuto perché era stato picchiato. Non ce la faceva neanche a parlare. Saputo dov’era, abbiamo chiamato i soccorsi e siamo accorsi da Nepi, arrivando a Caprarola pochi minuti prima dei carabinieri e del 118”, ha spiegato il teste, un 29enne. 

“C’era l’auto distrutta e lui disteso a terra, col viso coperto di sangue e che tremava dal freddo, era sotto shock. ci ha detto solo che lo avevano picchiato, poi lo hanno caricato subito in ambulanza. Non so se ci fossero coltelli o spranghe, forse ho visto qualcosa, ma non ricordo”, ha concluso il giovane. 

Stesso scenario quello descritto dal carabiniere, tranne il dubbio sulla presenza di oggetti atti ad offendere. Un particolare importante per l’avvocato Franco Taurchini, che difende il 31enne, secondo cui ad avere il coltello era la parte offesa.

“Sul posto c’era l’auto del ferito distrutta, con tutti i vetri infranti e danni alla carrozzeria, mentre lui urlava dal dolore, per cui è stato subito portato a Belcolle in ambulanza dal 118. C’era inoltre una vettura di colore rosso con a bordo due amici che avevano chiesto soccorso. Non c’erano invece armi, coltelli o spranghe”, ha spiegato il militare.


L'avvocato Franco Taurchini

L’avvocato Franco Taurchini


Una spedizione punitiva per 80 euro che sarebbero stati un debito di droga. La vittima – presa a sprangate – ha riportato una prognosi superiore ai 40 giorni, per complessivi sessanta giorni, il doppio rispetto ai trenta delle dimissioni da Belcolle. È stato picchiato con tanta ferocia che i sanitari avrebbero trovato all’interno delle ferite riportate alle braccia nel disperato tentativo di difendersi particole di metallo provenienti dalla spranga di ferro usata per picchiarlo.

Restando alla droga, il giorno degli arresti, i carabinieri trovarono un ingente quantitativo di hashish, da cui l’accusa di spaccio a carico dell’albanese 31enne che sempre ieri, difeso dall’avvocato Franco Taurchini, è stato assolto dal giudice Jacopo Rocchi, spiegando perché lo stupefacente era per uso personale. 

L’accusa aveva chiesto una condanna a 3 anni di reclusione e 13mila euro di multa, sottolineando l’ingente quantità di ben 234 dosi medie e 22 singole, nonché il sequestro di mille euro in contanti.

Ma il 31enne, che aveva già avuto guai con la giustizia, ha ricordato il suo percorso terapeutico al Serd anche con l’aiuto di psicologi, riuscendo a liberarsi della cocaina e passando all’assunzione di hashish, spiegando che la somma era frutto del suo lavoro al nero come bracciante agricolo nelle campagne della zona. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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31 ottobre, 2024

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