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Tribunale - È il giorno dell'opposizione alla richiesta di archiviazione - Al centro la querela presentata dall'ex presidente contro il predecessore

Viterbese, oggi davanti al gip Piero Camilli e Marco Arturo Romano

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Marco Arturo Romano e Piero Camilli

Marco Arturo Romano e Piero Camilli

L'avvocato Enrico Valentini

L’avvocato Enrico Valentini

Viterbo - L'avvocato Luca Tilia

Viterbo – L’avvocato Luca Tilia

Viterbo – (sil.co.) – Viterbese dei veleni, oggi davanti al gip del tribunale di Viterbo l’udienza di opposizione alla, richiesta di archiviazione  della denuncia presentata nell’estate 2023 dall’allora presidente Marco Arturo Romano nei confronti del precedente patron gialloblù Piero Camilli, per una presunta sottrazione dalle casse del club della somma di 300mila euro.

Conti correnti, aperti dalla vecchia proprietà che faceva capo a Camilli, di cui Romano, secondo la sua versione, al momento dell’acquisto della Viterbese non sarebbe stato messo a conoscenza. Sulla vicenda il 26 luglio dell’anno scorso fu aperta un’indagine delegata alla guardia di finanza. Procedimento penale per il quale, la pm Chiara Capezzuto ha fatto richiesta di archiviazione. Per la procura nessuna appropriazione indebita e sostituzione di persona da parte dell’ex patron della Viterbese. 

“Romano – spiegava la scorsa primavera l’avvocato di Piero Camilli, Enrico Valentini – si è opposto alla richiesta di archiviazione e per questo è stata fissata una nuova udienza il  5 dicembre”.

Romano, dal canto suo, si diceva sicuro di avere le carte in mano per ottenere la riapertura del fascicolo per appropriazione indebita e sostituzione di persona che aveva fatto seguito alla sua denuncia dell’anno precedente. “Abbiamo acquisito dalla banca interessata ulteriore documentazione”, “l’organo di vigilanza della Banca d’Italia (Abf bancario) ha rilevato definitivamente l’infrazione commessa nella gestione dei conti correnti interessati dalla nostra querela”, secondo Romano. 

Parti offese sarebbero state Marco Arturo Romano e Giuseppe Capozzoli, difesi dall’avvocato Luca Tilia. Il primo quale legale rappresentante delle società “Tecnologia e Sicurezza spa” e “Federsicurezza Italia srl”, proprietarie al 100% delle quote sociali della A.S. Viterbese Castrense srl e il secondo quale amministratore di quest’ultima.

“E’ da ritenersi infondata – si legge nella richiesta di archiviazione – l’accusa di appropriazione indebita, poiché dalla disamina della movimentazione dei conti correnti emerge chiaramente che Camilli ha accreditato sui nuovi conti dalla società somme destinate al pagamento di partite commerciali relative alla gestione della Viterbese e che comunque gli atti di disposizione patrimoniale appaiono sempre giustificati da operazioni connesse alla gestione della Viterbese”. E ancora: “E’ da ritenersi, parimenti, insussistente la denunciata sostituzione di persona”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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5 dicembre, 2024

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