Viterbo - L'associazione Erinna su quanto accaduto sull'ospizio: "Interrompere il ciclo di violenza che accompagna le donne dalla nascita alla vecchiaia è l’obiettivo a cui tendere"
 Latera – Casa di riposo degli orrori – Un’immagine dei maltrattamenti a Villa Daniela |
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quanto avvenuto nella casa di riposo per anziani a Latera rappresenta un triste esempio di come i corpi delle donne possano essere oggetto di violazioni e abusi lungo tutto l’arco della vita.
Fin dalla nascita, i corpi delle donne vengono spesso considerati e trattati come proprietà sociale o familiare. Le bambine vengono educate a rispettare ruoli di genere che le vorrebbero docili e subordinate; le adolescenti sono spesso socialmente sessualizzate e il loro valore è ridotto al corpo e alla bellezza: da adulte, le donne possono vivere la pressione della maternità come dovere, subire violenze fisiche, psicologiche e istituzionali per controllare il loro corpo e la loro autonomia.
I corpi femminili anche nella vecchiaia possono essere deumanizzati e trattati con disprezzo, come accaduto nella casa di riposo di Latera, dove il rispetto per la dignità delle anziane è stato completamente annullato, consegnandoci l’ennesima immagine di corpi femminili permeabili, schernibili, privati di dignità e confini.
Nella cultura patriarcale in cui tutte e tutti ci siamo formate, quando le donne anziane perdono il “valore” legato alla bellezza o alla funzione riproduttiva, possono diventare ancora più invisibili: i casi di violenza nelle case di riposo evidenziano quanto le donne anziane possano essere particolarmente vulnerabili.
Eventuali condizioni di fragilità fisica e psicologica, combinate con una cultura che svaluta gli anziani e, in particolare, le anziane, creano un terreno fertile per abusi.
I corpi femminili, anche nella vecchiaia, continuano a essere visti come corpi su cui si può esercitare potere e controllo e le anziane vittime di violenza subiscono una doppia discriminazione: in quanto donne e in quanto anziane. Le loro esperienze di abuso sono spesso sminuite o ignorate, perché non si conformano allo stereotipo della “vittima ideale” giovane e sessualizzata.
Interrompere questo ciclo di violenza che accompagna le donne dalla nascita alla vecchiaia è l’obiettivo a cui tendere: agire sul cambiamento culturale; garantire controlli efficaci in contesti come le case di riposo, gli ospedali, le case di cura; curare la formazione di chi opera nelle strutture; combattere ovunque i pregiudizi contro le donne anziane e restituire loro dignità e centralità.
La violenza avvenuta nella casa di riposo di Latera non è un caso isolato, ma un simbolo di un problema sistemico che dovrebbe interrogarci profondamente. Vivere libere da violenze e discriminazioni, dalla nascita alla vecchiaia, è un diritto.
Associazione Erinna
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