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Ospizio dell'orrore - Tre in carcere e tre sospesi, saranno interrogati nei prossimi giorni - I gestori prendono le distanze dai sei operatori sociosanitari indagati - Il procuratore Auriemma: "Non è la regola, ma l'eccezione" - GLI INDAGATI

Violenza sessuale e maltrattamenti alla casa di riposo, insulti terribili contro gli ospiti: “Morirai di sporco, spero presto per te”

di Silvana Cortignani
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Maltrattamenti in una casa di riposo - La conferenza in procura - Il comandante dei carabinieri Massimo Friano e il procuratore Paolo Auriemma

Maltrattamenti in una casa di riposo – La conferenza in procura – Il comandante dei carabinieri Massimo Friano e il procuratore Paolo Auriemma


Latera –  “Morirai di sporco, spero presto per te”, è solo una delle terribili frasi rivolta agli anziani ospiti della casa di riposo degli orrori al centro delle indagini di carabinieri e procura.

Casa di riposo dell’orrore a Latera, saranno interrogati nei prossimi giorni dal magistrato i sei operatori sociosanitari accusati di maltrattamenti aggravati e uno anche di violenza sessuale.

Gli indagati finiti in carcere sono: Carmine Battiloro, 23 anni nato a Orbetello residente Pitigliano; Marinela Ciasar, 52 anni nata in Romania residente a Marta, e Mirko Tosi, 36 anni nato a Viterbo residente a Tuscania. Sospesi dal lavoro per un anno per interdizione dalla professione di operatori socio sanitario Tommaso Curio, 59 anni nato a Montefiascone residente a Ischia di Castro, ed Eugenia Monelli, 31 anni nata a Acquapendente residente a Grotte di Castro, mentre Domenico Renzetti, 49 anni nato a Acquapendente residente Onano, è stato sospeso dal lavoro per sei mesi.

Presunte vittime 21 anziani della struttura, la casa di riposo Villa Daniela, situata nel centro storico del caratteristico borgo dell’Alta Tuscia, in grado di ospitare fino a una trentina di persone.

È lì che tra inizio estate e ottobre i carabinieri hanno intercettato, tramite l’installazione di telecamere nascoste, una pluralità di condotte criminali, abituali e reiterate, poste in essere dal personale. Sono bastati quattro mesi agli investigatori per chiudere il cerchio sui sei indagati. 



Anziani lasciati senza cibo e legati al letto. Storie terribili e ancora peggio. Come quella dell’anziana vittima di violenza sessuale, sorvolando sul particolare crudissimo del “bastone”. Oppure la donna sottoposta a misure di contenzione per 24 ore filate, tenuta ferma con delle bende per impedirle di muoversi e disturbare. Senza contare le sospette “goccette” senza piano terapeutico, per tenere buoni i vecchietti e farli “dormire” pure fuori orario.

Gli anziani ospiti della struttura, indifesi e fragili, sarebbero stati sottoposti a un trattamento degradante e violento da parte degli indagati, che non si limitavano a insulti ma infliggevano vere e proprie violenze fisiche.

Le parole usate contro le vittime raccontano il clima di terrore e abbandono: “Stai zitta, sei un cadavere” o “Sei un morto che cammina, inutile alla società” erano frasi che gli indagati pronunciavano regolarmente, trasformando l’ambiente in un luogo di sofferenza psicologica oltre che fisica.

Un episodio particolarmente grave vede una donna anziana afferrata per il collo e minacciata di morte, mentre in un altro caso una vittima, immobilizzata al letto con fasce di contenzione, sarebbe stata costretta a sentire frasi come “Morirai di sporco, spero presto per te”. Gli insulti, secondo le testimonianze raccolte, erano spesso accompagnati da inviti al decesso rivolti agli anziani ospiti, come “Morite, l’ultimo e poi via”.

Non mancavano nemmeno atti di violenza fisica: uno degli indagati è accusato di aver tappato la bocca a un’anziana per impedirle di urlare, per poi scaraventarla sulla sedia a rotelle e colpirla con una testata alla nuca. 

In carcere sono finiti tre operatori sociosanitari, due uomini e una donna, i primi a Mammagialla e lei a Civitavecchia, per i quali il gip del tribunale di Viterbo ha accolto la richiesta di misura di custodia cautelare del pubblico ministero Flavio Serracchiani. Sono invece indagati a piede libero gli altri tre, per i quali è stato disposto il provvedimento restrittivo dell’interdizione dal lavoro, due per un anno e uno per sei mesi. Anche in questo caso due uomini e una donna. 

Oltre agli anziani, si sente tra le parti offese la società che gestisce Villa Daniela, che giusto una decina di giorni fa ha allontanato uno dei tre operatori sociosanitari ai quali i carabinieri hanno notificato all’alba di ieri l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. 


Il pm Flavio Serracchiani

Il pm Flavio Serracchiani


“Erano giunte delle lamentele partite dai parenti di un anziano, che parlavano di ignoranza, nel senso di maleducazione, modi bruschi, per cui è stato chiesto alla società che appalta il servizio di allontanarlo”, spiega l’avvocato Enrico Valentini, che assiste i gestori.

“Siamo indignati con i soggetti che hanno posto in essere le condotte – prosegue il legale – da cui prendiamo le distanze e nei confronti dei quali agiremo di conseguenza. Va però detto che tutti, a partire dai colleghi, si chiedono come sia potuto accadere. C’è stordimento e incredulità, anche se sappiamo che ci sono dei filmati che inchiodano i responsabili”.

Valentini rivela quindi un particolare inedito: “Tempo fa i gestori, per garantire la sicurezza degli ospiti e dello stesso personale, hanno installato sei telecamere, ma evidentemente la loro collocazione era nota, dal momento che non hanno registrato nessun fatto anomalo. Ci sono voluti i carabinieri”


Latera - Maltrattamenti in una casa di riposo

Latera – Maltrattamenti in una casa di riposo


Il pm Serracchiani è stato incaricato la scorsa primavera di aprire un fascicolo dal procuratore capo Paolo Auriemma. Le indagini, che necessariamente dovevano trovare riscontro alle presunte condotte reiterate, quindi dovevano essere brevi ma non brevissime per raccogliere le prove indispensabili, sono scattate quando tre ex operatori della casa di riposo ha presentato denuncia, rivelando i loro sospetti, alla stazione dei carabinieri di Capodimonte. 

È dal piccolo centro sul lago di Bolsena che è partito l’allarme, col coinvolgimento dei militari della compagnia di Montefiascone e del Nas di Viterbo, rappresentati durante la conferenza stampa di ieri in procura dal comandante del Nas di Roma, il tenente colonnello Emiliano Zatelli.

“Le indagini proseguono, ma va detto che la brillante operazione sfociata nelle sei misure personali a carico di altrettanti operatori sociosanitari rappresenta una eccezione, a fronte di controlli continui di cui nulla si dice perché la regolarità per fortuna in questo territorio è la norma”, ha sottolineato il procuratore Paolo Auriemma, affiancato oltre che dal pm e dal comandante del Nas, anche dal comandante falisco Stefano Colusso e dal comandante provinciale Massimo Friano. 

Silvana Cortignani


 


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Video: Maltrattamenti in una casa di riposo a Latera – Maltrattamenti in una casa di riposo a Latera, tre operatori sanitari in carcere


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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22 gennaio, 2025

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