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Latera - Si sospetta siano stati somministrati farmaci sedativi agli ospiti della casa di riposo che disturbavano gli inservienti - Ventuno le vittime sette delle quali nel frattempo sono morte
Latera – Casa di riposo degli orrori, più nonne che nonni tra le vittime. Ma probabilmente solo perché le donne hanno un’aspettativa di vita più lunga e sono di più anche negli ospizi. A parte una 74enne d’origine siciliana e una 73enne di Orbetello, gli altri sono nati tutti nel Ventennio, superando abbondantemente gli 80 anni e arrivando a sfiorare i cento. Ventuno le vittime, tra cui 17 donne e 4 uomini, sette delle quali nel frattempo decedute. I “sopravvissuti” e i familiari degli scomparsi potrebbero costituirsi parte civile contro i presunti aguzzini.
Latera – Casa di riposo degli orrori – Un’immagine delle violenze tratta dai video girati a Villa Daniela
Fatto sta che, in base alle indagini, non avrebbero fatto distinzione di sesso i sei operatori sociosanitari finiti al centro dell’inchiesta dei carabinieri di Montefiascone e del Nas di Viterbo coordinati dal pm Flavio Seracchiani.
Avrebbero colpito chi dava fastidio o preso di mira a caso gli assistiti in base alla simpatia o all’antipatia. Da martedì 21 gennaio tre di loro sono in carcere e gli altri tre sospesi dalla professione, misure cautelari che se perduranti potrebbero tradursi in giudizio immediato in tempi brevissimi per i quattro uomini e le due donne indagati per maltrattamenti e uno anche per violenza sessuale.
Latera – Casa di riposo degli orrori – Un’immagine delle violenze tratta dai video girati a Villa Daniela
Per scatenare le loro reazioni rabbiose sarebbe bastato un nonnulla. “Brutta troia, zoccola, perché lo fai? Ma tu pensi che tutto il giorno stiamo qui a vestire te?”, così sarebbe stata insultata un’anziana da una delle operatrici sociosanitarie indagate, mentre la picchiava sulle mani e la sbatteva sulle sonde di legno del letto.
Torto della poveretta sarebbe stato abbassarsi i pantaloni e infilare le mani dentro il pannolone perché sentiva prurito. E ancora: “A vestire te tutto il giorno? Sai ‘ndo cazzo hai da andà, al cimitero devi andà, l’hai capito si o no?”. Auguri di morte e bestemmie a Villa Daniela sarebbero stati all’ordine del giorno.
Un ulteriore aspetto di interesse concerne la somministrazione di farmaci ansiolitici usati per sedare gli anziani che hanno avuto “comportamenti agitati” o hanno “infastidito”.
“Un continuo anna’ in giro, si è alzata su”, dicono in una conversazione gli oss di una vecchietta particolarmente intraprendente. “Se vede che non gli hanno dato le gocce”, commenta uno. “Ma sicuramente”, l’altro risponde.
“Fino all’altro giorno dormiva tanto bene”. E ancora: “Ieri si è alzata, persino slegata e me la so’ trovata in cucina”. Conclusione: “Se io gli dico che questa ieri si è slegata ed è andata in cucina da sola, quello gli dà più gocce. Ma se nessuno gliele dà, dimme te come posso fare?”.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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25 gennaio, 2025
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