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Tarquinia - Mazzette all'ospedale - Undici gli indagati - Oltre al medico Paolo Cardello e all'intermediario, anche nove "pazienti"

Referti falsi in cambio di 300 euro, la difesa del primario: “Sono tutti veri”

di Silvana Cortignani
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Paolo Cardello

Il primario Paolo Cardello

Alessandro Diddi

L’avvocato Alessandro Diddi

Tarquinia – Referti falsi senza passare dal centro prenotazione in cambio di 300 euro oppure di un cambio gomme o altri interventi di manutenzione sulla propria macchina.

“Tutti referti veri”, secondo l’avvocato Alessandro Diddi, che assiste il primario di radiologia. 

È la vicenda delle presunte mazzette all’ospedale di Tarquinia, per cui il primario di radiologia Paolo Cardello è indagato dal pm Roberto Savelli della procura di Civitavecchia per corruzione e falso in concorso con Pasqualino Catanea, il 57enne da cui il medico avrebbe ricevuto “utilità” in cambio di false attestazioni ai pazienti che gli avrebbe procurato.

I fatti oggetto di indagine da parte della polizia del commissariato di Tarquinia vanno dal 2022 a giugno del 2024, le indagini si sono chiuse lo scorso mese di dicembre a carico di undici indagati.

Oltre al primario e al “procacciatore di affari”, il cui scopo sarebbe stato far ottenere indennizzi più alti ai propri clienti dalle assicurazioni, ci sono infatti i nove presunti “beneficiari”, indagati anche loro per falso in concorso coi due protagonisti principali dell’inchiesta, che grazie ai referti compiacenti avrebbero incassato indebitamente somme superiori al dovuto. 

Risale al 6 settembre 2022 il primo della decina di episodi contestati a Cardello e Catanea. È relativo a un uomo di 57 anni, che quel giorno avrebbe ottenuto dal primario di radiologia di Tarquinia un referto di risonanza magnetica, falso secondo l’accusa, relativo alla caviglia sinistra.

Il 24 agosto 2023, invece, Catanea avrebbe fatto da “intermediario” a una donna di 66 anni che avrebbe a sua volta “istigato” il dottor Cardello a un falso referto di risonanza magnetica al ginocchio destro.

“Quei referti sono tutti veri”, sostiene il noto avvocato romano Alessandro Diddi, che assiste il primario Cardello. “Al riguardo, abbiamo disposto una consulenza tecnica a un luminare della radiologia, un esperto le cui conclusioni chiariranno il punto”, prosegue il legale. Ma soprattutto, secondo Diddi, “le asserite utilità hanno una spiegazione documentale che emergerà a tempo debito”.

Riguardo ai rapporti tra il primario e il presunto intermediario, secondo la difesa, quest’ultimo avrebbe detto ai suoi clienti di poter incidere sui referti radiografici e si sarebbe fatto pagare per questo. 

Silvana Cortignani


Gli undici indagati:
– Paolo Cardello, nato a Brescia nel 1964, residente a Viterbo
– Pasqualino Catanea, nato a Roma nel 1968, domiciliato a Tarquinia
– Massimo Bertini, nato a Civitavecchia nel 1988
– Lorenza Gambini, nata a Roma nel 1966
– Ferruccio Salsa, nato a Tarquinia nel 1969
– Ferruccio Zacchei,  nato a Tarquinia nel 1969
– Stefania Nunziato, nata a Civitavecchia nel 1959
– Mario Sabatino, nato a Catania nel 1969
– Fabrizio Zega, nato a Viterbo nel 1964
– Teodora Loredana Sabatino, nata in Romania nel 1974
– Giordano Rossi, nato a Civitavecchia nel 1987


– Mazzette per avere certificati alterati e riscuotere indennizzi dalle assicurazioni, medico indagato


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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22 febbraio, 2025

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