Tarquinia – (sil.co.) – Mazzette all’ospedale di Tarquinia, è stato sospeso il primario di radiologia Paolo Cardello, indagato per corruzione e falso dal pm Roberto Savelli della procura della repubblica di Civitavecchia col “faccendiere” vetrallese Pasqualino Catanea e nove pazienti che avrebbero ottenuto referti truccati per ottenere risarcimenti dalle assicurazioni.
Il primario, alla Asl di Viterbo dal 1999, è assistito dagli avvocati Elisabetta Centogambe e Alessandro Diddi.
La Asl di Viterbo aveva chiesto la trasmissioni degli atti dell’inchiesta per le valutazioni del caso.
Alla luce della gravità delle accuse – che comprendono corruzione, falso e truffa aggravata – l’Azienda sanitaria locale di Viterbo ha adottato un provvedimento disciplinare nei confronti del dirigente medico. Con la deliberazione n. 474 del 6 maggio 2025, la direzione generale ha disposto la sospensione cautelare immediata di Paolo Cardello.
Il provvedimento, adottato in base all’art. 51 del Ccnl Area Sanità 2019/2021, resterà in vigore fino alla conclusione del procedimento penale, attualmente pendente con il n. 1970/2024 R.G.N.R. Durante la sospensione, al medico verrà corrisposta un’indennità pari al 50% dello stipendio tabellare e la sola anzianità di servizio.
Nessuna misura cautelare è stata invece disposta nei confronti del medico e degli altri indagati, mentre secondo l’avviso di fine indagini i famosi nove “beneficiari” avrebbero sborsato 300 euro in cambio di risonanze magnetiche “pilotate” a ginocchia, caviglie e polsi infortunati in modo da accedere a più cospicui indennizzi dalla assicurazioni, che si sarebbero insospettite facendo scattare l’inchiesta che, come è noto, avrebbe un ulteriore filone relativo a Civita Castellana.
In base alle indagini, i “pazienti” di Cardello avrebbero anche avuto una corsia preferenziale per accedere agli accertamenti saltando la trafila del centro prenotazioni cup.
In questo contesto Pasqualino Catanea avrebbe avuto il ruolo di “intermediario”. Sarebbe stato lui a reperire clienti al primario, sembra grazie a una consolidata rete di contatti, su cui starebbero facendo approfondimenti gli inquirenti, che gli avrebbero permesso di intercettare vittime di infortuni e sinistri per i quali si sarebbero resi necessari esami e visite specialistiche ai fine del risarcimento dei danni.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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