Tarquinia – (sil.co.) – Presunto giro di mazzette al reparto di radiologia dell’ospedale di Tarquinia, il “procacciatore di affari” del primario sarebbe stato tradito da un’agenda fitta di nomi e numeri di telefono. I due sono accusati di corruzione e falso in concorso.
Tutto sarebbe partito da ingenti rimborsi, per somme anche tra i 15mila e i 20mila euro, per i quali le assicurazioni, parti offese, avrebbero sporto denuncia per truffa.
Sarebbero frutto di uno dei filoni di una inchiesta più complessa gli undici avvisi di fine indagine recapitati dalla procura di Civitavecchia al primario Paolo Cardello, all’intermediario Pasqualino Catanea e a nove “pazienti”che avrebbero ottenuto referti falsi per ottenere indennizzi dalle assicurazioni.
Analoghe indagini sarebbero tuttora in corso relativamente all’ospedale Andosilla di Civita Castellana. Cardello è difeso dall’avvocato Alessandro Diddi.
I fatti finiti sotto le lente della polizia del commissariato di Tarquinia vanno dal 2022 a giugno del 2024 quando, anche grazie alle intercettazioni ambientali e a una serie di perquisizioni in fase di indagini preliminari, il cerchio si è stretto attorno ai “sospettati” del filone “litorale”, per i quali l’inchiesta del pm Roberto Savelli si è chiusa lo scorso 17 dicembre.
Particolarmente complessa sarebbe la posizione del presunto intermediario, Pasqualino Catanea, 57enne vetrallese domiciliato a Tarquinia a casa della compagna, difeso dall’avvocato Paolo Pirani, che secondo l’accusa si sarebbe occupato di trovare clienti, vittime di infortuni o sinistri, da indirizzare verso la struttura ospedaliera compiacente dove sarebbe stato evitato loro anche il disturbo di passare dal centro prenotazioni per avere appuntamento per una risonanza magnetica, in cambio della somma di 300 euro o altre utilità.
Catanea, che si occuperebbe anche di commercio ambulante, avrebbe avuto contatti con numerose persone, tra cui gente abituata a spostarsi frequentemente per lavoro sia in provincia di Viterbo che nelle altre province del Lazio e anche fuori regione.
Gli undici indagati:
– Paolo Cardello, nato a Brescia nel 1964, residente a Viterbo
– Pasqualino Catanea, nato a Roma nel 1968, domiciliato a Tarquinia
– Massimo Bertini, nato a Civitavecchia nel 1988
– Lorenza Gambini, nata a Roma nel 1966
– Ferruccio Salsa, nato a Tarquinia nel 1969
– Ferruccio Zacchei, nato a Tarquinia nel 1969
– Stefania Nunziato, nata a Civitavecchia nel 1959
– Mario Sabatino, nato a Catania nel 1969
– Fabrizio Zega, nato a Viterbo nel 1964
– Teodora Loredana Sabatino, nata in Romania nel 1974
– Giordano Rossi, nato a Civitavecchia nel 1987
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY