Tarquinia – (sil.co.) – Risonanze “truccate” per truffare le assicurazioni, saltando la trafila del Cup: la direzione generale della Asl di Viterbo ha chiesto alla procura delle repubblica di Civitavecchia la trasmissione degli atti delle indagini relative al primario di radiologia dell’ospedale di Tarquinia, Paolo Cardello, raggiunto dal 415 bis per corruzione e falso.
Un atto dovuto, per le valutazioni del caso, a fronte dell’avviso di fine indagini del pm Roberto Savelli, la cui inchiesta si è chiusa a dicembre per undici indagati col temuto 415 bis che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Il medico non è sottoposto ad alcuna misura cautelare.
Oltre a Cardello, stimato medico 61enne, è indagato per concorso in corruzione e falso il 57enne Pasqualino Catanea, originario di Vetralla ma domiciliato nella cittadina tirrenica.
Ci sono poi i famosi nove “beneficiari” che avrebbero sborsato 300 euro in cambio di risonanze magnetiche “pilotate” a ginocchia, caviglie e polsi infortunati in modo da accedere a più cospicui indennizzi dalla assicurazioni, che si sarebbero insospettite facendo scattare l’inchiesta che, come è noto, avrebbe un ulteriore filone relativo all’ospedale Andosilla di Civita Castellana.
In base alle indagini, i “pazienti” di Cardello avrebbero anche avuto una corsia preferenziale per accedere agli accertamenti saltando la trafila del centro prenotazioni Cup.
In questo contesto Pasqualino Catanea avrebbe avuto il ruolo di “intermediario”. Sarebbe stato lui a reperire clienti al primario, sembra grazie a una consolidata rete di contatti, su cui starebbero facendo approfondimenti gli inquirenti, che gli avrebbero permesso di intercettare vittime di infortuni e sinistri per i quali si sarebbero resi necessari esami e visite specialistiche ai fine del risarcimento dei danni.
Sui rapporti con Pasqualino Catanea, il dottor Cardello ha sottolineato a Tusciaweb: “Non lo frequento. Non siamo amici e non vado a cena con lui. Era un rapporto puramente professionale”.
Per la cronaca, tutto sarebbe partito da due incidenti stradali sospetti, avvenuti a Viterbo e Arezzo nel 2022, con gli stessi feriti e analoghi referti, una volta per una lesione a una gamba, una volta all’altra.
Gli undici indagati:
– Paolo Cardello, nato a Brescia nel 1964, residente a Viterbo
– Pasqualino Catanea, nato a Roma nel 1968, domiciliato a Tarquinia
– Massimo Bertini, nato a Civitavecchia nel 1988
– Lorenza Gambini, nata a Roma nel 1966
– Ferruccio Salsa, nato a Tarquinia nel 1969
– Ferruccio Zacchei, nato a Tarquinia nel 1969
– Stefania Nunziato, nata a Civitavecchia nel 1959
– Mario Sabatino, nato a Catania nel 1969
– Fabrizio Zega, nato a Viterbo nel 1964
– Teodora Loredana Sabatino, nata in Romania nel 1974
– Giordano Rossi, nato a Civitavecchia nel 1987
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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