Fabrica di Roma - L'avvocato dell'indagato Marco Borrani: "Dumitriel Daniel Ene è devastato per quanto accaduto ed è evidente che non volesse uccidere"
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 Omicidio di Fabrica di Roma – La vittima Valentin Ionut Crisan |
Fabrica di Roma – (sil.co.) – Omicidio di Fabrica di Roma, la difesa di Dumitriel Daniel Ene ha depositato istanza al riesame.
Dopo il no del gip Fiorella Scarpato alla richiesta di sostituire la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, l’avvocato Marco Borrani, che assiste il trentenne accusato di omicidio preterintenzionale per la morte del cognato dopo un violento pestaggio, la notte tra sabato 26 e domenica 27 luglio, ha deciso di ricorrere al tribunale della libertà per un alleggerimento della misura.
“Ene – ricorda il legale romano – si è consegnato spontaneamente ai carabinieri non appena saputo della morte di Valentin Ionut Crisan. Non ha tentato la fuga, né c’è il rischio che possa inquinare le prove o reiterare il reato”.
“Saranno gli accertamenti medici cui lui stesso è stato sottoposto e l’autopsia sulla vittima a chiarire la dinamica dell’accaduto e la causa del decesso. Ma per il deposito delle consulenze ci vorranno almeno due mesi e intanto il gip ha riqualificato il reato in omicidio preterintenzionale”.
“Ene – prosegue Borrani – ha ammesso da subito che c’è stata una colluttazione e detto di avere visto il cognato salire da solo in macchina. È devastato per quanto accaduto dopo. Ed è evidente che non volesse uccidere, come ha capito per l’appunto lo stesso gip, riqualificando il reato da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale. Per questo ritengo che non sussistano esigenze specifiche per cui debba restare in carcere e non essere sottoposto a una misura meno afflittiva”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”
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