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Tribunale - Sorella della vittima - È imputato di maltrattamenti e stalking - La donna aveva ritrattato tutte le accuse un mese prima della tragedia - La procura vuole risentirla

In carcere per l’omicidio del cognato, slitta il processo per le botte alla compagna

di Silvana Cortignani
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Fabrica di Roma – È stato rinviato ieri per problemi di composizione del collegio il processo per maltrattamenti e stalking a Dumitriel Daniel Ene. Si tratta del romeno trentenne in carcere dal 26 luglio per omicidio preterintenzionale per la morte del cognato Valentin Ionut Crisan, picchiato selvaggiamente al culmine di un litigio in cui la vittima aveva preso le difese della sorella, compagna dell’imputato. Compagna che dopo averlo denunciato, aveva perdonato Ene e se lo era ripreso in casa.


Omicidio di Fabrica di Roma – Nel riquadro la vittima Valentin Ionut Crisan

Omicidio di Fabrica di Roma – Nel riquadro la vittima Valentin Ionut Crisan


Killer denunciato e perdonato. La donna, che il 21 giugno 2024 lo aveva denunciato, all’udienza del 3 giugno del processo ha ritrattato tutto, spiegando davanti al collegio di averlo perdonato, di essersi tolta la sua parte di braccialetto elettronico, di volere crescere insieme a lui il figlioletto di pochi mesi nato dopo la querela e di voler tornare con l’imputato. A distanza di poche settimane, dopo la festa di compleanno della figlia più grande con amici e familiari, la tragedia.

“Va risentita la compagna”. Adesso quel processo, che sembrava avviato a chiudersi con un’assoluzione, come tanti altri in cui la donna prima denuncia e poi in aula nega tutte le accuse, potrebbe proseguire con la richiesta da parte del pm di riascoltare la parte offesa, compagna dell’imputato e sorella di Valentin Ionut Crisan. “Alla luce di quanto accaduto, io anticipo già di volere riascoltare la parte offesa”, ha preannunciato ieri la pm Paola Conti titolare del fascicolo del delitto.

“Mi ha picchiata incinta”. Secondo la denuncia, Dumitreiel Daniele Ene – con cui la donna stava da appena cinque mesi – sarebbe stato incline all’alcol e al gioco d’azzardo. Il 21 giugno dell’anno scorso l’avrebbe picchiata, mentre lei era al volante, incinta di quattro mesi, perché era su tutte le furie per avere perso 140 euro alle slot machine. Lei ha ritrattato la querela dai carabinieri e poi ritrattato tutto in aula, nonostante una prognosi di 15 giorni dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Viterbo.

Tragedia alla festa di compleanno. A costo di rischiare di finire a processo per calunnia, ha liquidato le accuse come “esagerazioni” mentre rispondeva alle domande della pm Aurora Mariotti che, per niente convinta, ha chiesto un aggravamento della misura con gli arresti domiciliari per Dumitru Daniele Ene, visto che la parte offesa si è addirittura presentata in tribunale senza la sua parte di braccialetto. La sera della tragedia tutta la famiglia si era riunita per festeggiare il compleanno di una bambina di dieci anni. 

Silvana Cortignani


– “Picchiata mentre guidavo ed ero incinta”, ma in tribunale ritratta ogni accusa


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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10 settembre, 2025

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