Roma – Manipolazione psicologica e mentale, continua l’iter della proposta di legge n. 1496, presentata dalla senatrice Tilde Minasi e sottoscritta, tra le altre, dalle senatrici Erika Stefani e Giulia Bongiorno.
Il santone Pasquale Gaeta, alias maestro Lino, in tribunale
È stato assegnato alla seconda commissione giustizia, il disegno di legge che mira a introdurre nel nostro ordinamento il reato di manipolazione psicologica e mentale, affrontando con rinnovata attenzione una questione di straordinaria delicatezza e rilevanza sociale. In questa fase sono inoltre in corso le audizioni, chiamate ad approfondire i profili giuridici, sociali e scientifici del fenomeno.
Il senso più profondo della proposta risiede nella volontà di offrire finalmente una risposta normativa a una materia che, per troppo tempo, è rimasta sospesa tra la concretezza della sofferenza vissuta dalle vittime, la difficoltà di un pieno riconoscimento giuridico e l’insufficienza degli strumenti di tutela sinora disponibili. In tale prospettiva, il percorso parlamentare in corso si inserisce nel solco di una riflessione più ampia, che richiama anche il vuoto normativo apertosi dopo l’abrogazione del reato di plagio e che oggi rende ancora più avvertita l’esigenza di una disciplina nuova, più puntuale, più rigorosa e maggiormente aderente alla complessità del fenomeno.
In tale contesto, Manisco World va assumendo un profilo sempre più autorevole e riconoscibile. L’associazione, fondata e presieduta da Virginia Melissa Adamo, richiama da anni l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sul tema della manipolazione psicologica e mentale e sulle profonde conseguenze che essa produce nella vita delle vittime e delle loro famiglie.
Nel lavoro di analisi e sensibilizzazione promosso dall’associazione, la manipolazione viene definita come un processo progressivo di compromissione dell’autodeterminazione, dell’autocontrollo e della stima di sé, che si sviluppa attraverso dinamiche di suggestione, dipendenza emotiva e condizionamento psicologico, con particolare attenzione anche al fenomeno delle sette e delle psico-sette.
Un primo passaggio importante si era già avuto con l’audizione dell’avvocato Vincenzo Dionisi, ascoltato in Commissione Giustizia il 28 gennaio 2026 nell’ambito dell’esame congiunto dei ddl 1496 e 1515. In quella sede, l’attenzione si era concentrata soprattutto sulla necessità di arrivare all’approvazione di una legge capace di colmare il vuoto normativo lasciato in materia di manipolazione mentale ed emotiva.
Il 31 marzo, è intervenuto in audizione il professor Sergio Caruso, psicologo criminologo presso Manisco World, accompagnato dalla presidente Adamo. Oggetto del suo intervento è stato l’inquadramento scientifico della manipolazione psicologica e mentale, esaminata come processo progressivo di condizionamento della persona, capace di incidere sulla sferacognitiva ed emotiva, nonché sulla sua capacità di autodeterminazione.
Nel corso dell’audizione, il professor Caruso ha illustrato alla commissione le principali dinamiche attraverso cui tale fenomeno si struttura e si consolida: la suggestione, la dipendenza emotiva, l’isolamento dai riferimenti affettivi, l’indebolimento dell’autostima e della capacità critica, fino alla progressiva compromissione del discernimento.
Virginia Adamo, Vincenzo Dionisi, Sergio Caruso
Particolare attenzione è stata inoltre dedicata ai meccanismi di destrutturazione della personalità e di
assoggettamento psicologico, che in determinati contesti possono manifestarsi attraverso tecniche di pressione mentale, alterazione delle certezze emotive, compressione della libertà interiore e induzione di falsi ricordi. Un contributo di particolare rilievo, dunque, perché ha consentito di ricondurre il fenomeno entro coordinate psicologiche e criminologiche più definite, offrendo alla commissione un quadro più rigoroso della natura, dei meccanismi e degli effetti della manipolazione sulla persona.
Le audizioni di Dionisi e Caruso segnano così due momenti diversi ma complementari dello stesso percorso: il primo ha riportato al centro il bisogno di una tutela normativa; il secondo ha dato spessore scientifico a ciò che quella tutela è chiamata a riconoscere e contrastare.
Ed è proprio qui che emerge il peso crescente di Manisco World, che oggi non appare più soltanto come una realtà di denuncia e sensibilizzazione, ma come un interlocutore credibile nel confronto istituzionale su una delle forme di violenza più difficili da vedere, da definire e da provare.
A sottolinearlo è la presidente Adamo, che commenta così questo passaggio, rivolgendo anche un ringraziamento alle senatrici Tilde Minasi ed Erika Stefani e riconoscendo l’attenzione riservata al tema dalla senatrice Giulia Bongiorno-
“Il disegno di legge sul reato di manipolazione psicologica e mentale rappresenta una possibile svolta nel nostro ordinamento giuridico – ribadisce Adamo – un segnale chiaro che lo Stato inizia a riconoscere e affrontare con serietà una forma di violenza tanto subdola quanto devastante. Oggi non è stata solo un’audizione. È stato un momento di ascolto, di consapevolezza e di speranza. Un passo avanti verso una giustizia più attenta, più umana, più vicina alle persone”.
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