Latera – Specchietto per le allodole alla casa di riposo degli orrori. Per attirare nuovi “clienti” la direzione avrebbe utilizzato due anziane da esibire come trofei ai familiari di anziani in visita preventiva alla struttura.
Latera – Casa di riposo degli orrori – Infieriva su una ottantenne con un manico di scopa – L’immagine della violenza tratta dai video girati a Villa Daniela
Le due anziane, il cui compito sarebbe stato mostrarsi arzille e entusiaste, a fronte di una buona pubblicità a Villa Daniela, avrebbero ricevuto trattamenti particolari. Al punto che una avrebbe riferito a una testimone: “Io ho un trattamento a parte, mi vogliono bene”.
Gli anziani che disturbavano sarebbero stati invece imbottiti di sonniferi e calmanti affinché dormissero anche per giorni interi, non sarebbero stati “cambiati” e “alzati” ma lasciati a letto nonché trascurati nella somministrazione di cibo e acqua.
In un caso la “trascuratezza” nel farli mangiare e bere avrebbe trovato conferma in un referto dei sanitari dell’ospedale di Belcolle, secondo cui un anziano quasi centenario sarebbe giunto al pronto soccorso disidratato e malnutrito. A riferire la diagnosi alla struttura i familiari dell’anziano, un 95enne che poi è deceduto.
“I parenti quando rompono le scatole è perché hanno i sensi di colpa di avere lasciato i loro cari in casa di riposo”, avrebbe commentato il direttore, sostenendo che aveva le analisi come quelle di un trentenne.
A proposito di cambi, invece, tra i tre operatori indagati a piede libero ma sospesi dalla professione per un periodo tra i sei mesi e un anno, ci sarebbe stato chi di sera si sarebbe rifiutato di cambiare il pannolone agli anziani, costringendoli a restare sporchi e bagnati tutta la notte fino al mattino.
E siccome una nonnina avrebbe insistito a suonare il campanello, uno di loro sarebbe entrato nella stanza e glielo avrebbe spostato dietro il letto per impedirle di suonarlo ancora.
Fastidio anche solo per cambiare il canale della televisione. A un’anziana che glielo chiedeva, uno degli oss in carcere da martedì avrebbe risposto con tono stizzito: “Senti, era sull’uno e l’hai voluto sul sul cinque. Non rompe i coglioni sennò lo spengo e si dorme”.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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28 gennaio, 2025
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