Viterbo – (g.f.) – Nuova Macchina di santa Rosa, si entra nel vivo.
Oggi la prima vera seduta della commissione chiamata a scegliere l’erede di Fiore del Cielo. Sono quarantasei i progetti arrivati, di cui nemmeno quindici sono stati presentati attraverso bozzetti.
Il resto è su carta.
Oggi la commissione apre una delle due buste che ciascun partecipante ha presentato, ovvero la A. Contiene il progetto grafico predisposto su carta, elaborazioni grafiche e testi, quindi rendering o modelli tridimensionali, ma anche modelli della Macchina in scala.
Quindi una relazione con la descrizione dell’idea e dei materiali impiegati, il tipo d’illuminazione.
Tutto sotto forma anonima, senza cioè che sia riconducibile all’ideatore, dal momento che questo tipo d’informazioni è contenuto nella busta B, da aprire una volta stilata la graduatoria con relativo vincitore che sarà resa pubblica nell’ultima riunione.
Ogni progetto può ottenere massimo cento punti. Cinquanta per la qualità e il livello di creatività, venticinque per qualità del progetto complessivo e altrettanti per la fattibilità tecnica.
Al primo classificato va un premio da 12mila euro, al secondo cinquemila e al terzo tremila euro.
La commissione è chiamata a esprimersi entro trenta giorni dalla prima convocazione. In pratica l’11 febbraio è il termine ultimo, seppure indicativo.
E’ composta da cinque persone, Stefano Menghini ed Emilio Capoccioni, dirigenti a palazzo dei Priori, per il comune di Viterbo, Simona Rinaldi in rappresentanza dell’università della Tuscia, Danilo Pasquini per l’ordine degli architetti e Massimo Alessi per l’ordine degli ingegneri.
Il vincitore del concorso sarà incaricato del progetto esecutivo per un importo di 18mila euro, da predisporre in massimo quaranta giorni.
Deve anche presentare idonea garanzia, in assenza della quale, passati dieci giorni dall’approvazione della graduatoria, il comune esclude il vincitore e aggiorna l’elenco dei vincitori.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY