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Santa Rosa - Intervista a Raffaele Ascenzi il creatore di Gloria che sfilerà il 3 settembre

“Quattro secoli di storia in una macchina tradizionale e avveniristica”

di Paola Pierdomenico
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Viterbo - Macchina di Santa Rosa - Il modello vincente di Raffaele Ascenzi

Viterbo – Macchina di Santa Rosa – Il modello vincente di Raffaele Ascenzi 

Viterbo - Macchina di Santa Rosa - Il modello vincente di Raffaele Ascenzi

Viterbo – Macchina di Santa Rosa – Il modello vincente di Raffaele Ascenzi 

Viterbo - Macchina di Santa Rosa - Il modello vincente di Raffaele Ascenzi

Viterbo – Macchina di Santa Rosa – Il modello vincente di Raffaele Ascenzi 

Viterbo - Macchina di Santa Rosa - Il modello vincente di Raffaele Ascenzi

Viterbo – Macchina di Santa Rosa – Il modello vincente di Raffaele Ascenzi 

Viterbo - Macchina di Santa Rosa - Il modello vincente di Raffaele Ascenzi

Viterbo – Macchina di Santa Rosa – Il modello vincente di Raffaele Ascenzi 

Viterbo - Macchina di Santa Rosa - Il modello vincente di Raffaele Ascenzi

Viterbo – Macchina di Santa Rosa – Il modello vincente di Raffaele Ascenzi 

Viterbo – I viterbesi sfileranno su Gloria. Sulla macchina verrano trasportati i bigliettini con i voti e le intenzioni dei viterbesi che verranno raccolti dalle clarisse di santa Rosa. Un modo per ridare spiritualità alla festa escogitato da Raffaele Ascenzi.

Ieri è arrivato poco dopo le 15,30 uscendo defilato dall’ascensore degli uffici comunali di via Garbini. Anonimo. In faccia anche teso. Accanto a lui la moglie Valeria. Gli sorride. Si mette in disparte e attende di entrare nella sala della proclamazione. Il dirigente legge la lista. Pronuncia quella parola “Gloria” e lui è l’unico a sapere, prima del pubblico in sala, che è il vincitore. Di nuovo. Nella storia della macchina di santa Rosa, Raffaele Ascenzi incamera il secondo successo dopo Ali di Luce.

Il cuore gli esplode, ma mantiene la calma. Impassibile. Poi assegnato il suo nome al progetto, con la lettura della seconda busta, il sorriso gli esplode in faccia e arriva il momento della gioia. Scoppia l’applauso e lui esulta. Dopo giorni di tensione. In fondo, ne era quasi certo, o comunque ci sperava. E dopo la conferma, si è lasciato andare ai festeggiamenti.

Da ieri, Gloria è la nuova macchina di santa Rosa. Barocca e gotica, bianca, con guglie che richiamano al reliquiario del cuore della patrona, ha 12 angeli, nove facchini, una struttura a base triangolare e riproduce le vasche di piazza fontana Grande a cui Ascenzi ha voluto dare un significato simbolico.

Proprio lì dentro dovranno essere contenuti i voti e le intenzioni dei viterbesi, raccolti dalle clarisse di santa Rosa, per legare di nuovo la città alla festa. Un progetto fatto ad arte per ridare alla spiritualità un ruolo di primo piano.

Come commenta la vittoria?
“E’ una grande gioia – ha detto emozionato Ascenzi – e la dedico alla mia famiglia, a mia moglie Valeria e ai miei tre figli Elvira, Silverio e Rosa. Realizzo il sogno di fargli vedere la macchina ideata dal loro papà”.

Sarà di nuovo vicino ai facchini la sera del 3 settembre, come la vivrà?
“Vorrei riportare l’ideatore vicino alla sua opera. Se mi sarà concesso, la seguirò, durante tutte le fasi, dalla realizzazione al trasporto”.

Perché ha vinto?
“Perché nella macchina ho inserito degli elementi che la città desiderava da tempo, riassumendo i quattro secoli di storia che hanno preceduto la mia opera e rivisitandoli con forme architettoniche abbastanza contemporanee, seppur legate alla tradizione. Sono partito dai vecchi modelli, ideati da Spadini, Papini e Bordoni, fino ad arrivare a Volo d’Angeli che ho voluto anche citare nella divisione in moduli e nella riproposizione delle vasche di piazza Fontana grande che stanno sotto gli angeli”.

Che significato hanno le vasche?
“Sono fondamentali, perché, nella mia intenzione, custodiranno i messaggi e le intenzioni che i viterbesi vorranno lasciare, per tutto l’anno, al monastero delle clarisse, a cui chiederò di riceverle, per far sì che il 3 settembre vengano trasportate all’interno della macchina. Un elemento nuovo che legherà la città alla festa”.

Torna la spiritualità.
“In realtà, ha mosso l’intera progettazione. Le guglie gotiche nascono dall’impressione che ho avuto nel guardare il reliquiario in oro in cui è contenuto il cuore di santa Rosa, che è un prezioso dono di papa Pio XI al monastero delle clarisse e che viene fatto sfilare in processione il 2 settembre insieme ai facchini e al corteo storico. Quell’elemento, a pianta triangolare, mi ha molto ispirato per la struttura della macchina e creerà aspetti particolari visto che tutti i prospetti di Gloria sono diversi uno dall’altro. Solo quelli laterali sono simili, mentre quelli frontale e posteriore, sono completamente diversi”.

Con quali materiali sarà realizzata la macchina?
“Saranno altamente tecnologici per seguire il passo coi tempi. Con me, ha lavorato spalla a spalla Luigi Vetrani che si è occupato della modellazione in 3d, dell’impaginazione grafica e del file per la stampa in 3d a cui poi ha pensato la Alpha protect di Terni. La realizzazione sarà collegata a questo modello tridimensionale virtuale che comanderà dei fresatori robotizzati che riusciranno a scolpire il polistirolo delle figure, angeliche e umane, ossia i 12 angeli e i nove facchini inginocchiati. Quest’ultimi poi non saranno negli abiti classici, ma trasportatori senza epoca con turbanti in testa che richiamano al tipico fazzoletto. Un tributo che volevamo fare al sodalizio dei facchini che è il cuore pulsante di questa nostra tradizione, oggi, riconosciuta patrimonio immateriale dall’Unesco. Altre parti, più semplici, saranno fatte in vetroresina e alluminio e poi quelle più piccole saranno fatte con la stereolitografia per vedere la cura del dettaglio. Nell’ultimo modulo, poi, che è quello più alto, scompare l’architettura perché è tutta una questione di spiritualità”.

A proposito di Sodalizio, come vede la rottura con il comune. Insanabile?
“Spero che Gloria contribuisca a una riappacificazione perché solo con questa sinergia la macchina potrà essere ancora più bella. Sono convinto che in questo ci aiuterà la santa”.

Sarà bianca come è nel bozzetto?
“Ci saranno forse delle sfumature di grigio, perché deve dare l’effetto del marmo e simulare il peso. La macchina deve creare stupore e dare il senso di intrasportabilità sia ai facchini, sia a chi la vede. In realtà, poi, sarà leggerissima con un baricentro a sei metri e trenta”.

Perché Gloria?
“In riferimento alla bellissima composizione Gloria in excelsis di Vivaldi. Gli angeli portano in mano una pergamena con messaggio dei fedeli per portare la piccola patrona nella gloria dei cieli come è stato fatto in quattro secoli di tradizione”.

Quanto ci ha lavorato?
“Non ho mai smesso, dalla presentazione del primo progetto”.

Cosa ha provato nei giorni prima della proclamazione?
“Non ho mai creduto a nessuna voce, ma solo alla bontà del nostro lavoro che non poteva essere sottovalutato. Sapevo che avrei ottenuto un buon risultato. Non era una macchina che poteva passare inosservata alla commissione. Se avevo fatto degli errori sei anni fa, presentando un progetto, Speranza, nella maniera meno adeguata possibile, in questo caso non ho voluto ripeterli. Il bozzetto è stato curato con incredibile precisione, così come la stampa stereoliteografica”.

Cosa vuoi dire ai viterbesi?
“Gloria!”.

Paola Pierdomenico


Potete inviare le immagini della vostro modello di macchina di santa Rosa con un’email a redazione@tusciaweb.it. Oppure usare WhatsApp con questo numero 338/7796471 senza nessun costo. Vanno specificati motto e autori. Le immagini verranno pubblicate in una gallery su Tusciaweb.


Multimedia: video: La presentazione in 3D di Gloria  –  Ascenzi spiega la sua creatura  – Vince Ascenzi con Gloria – La proclamazione – fotocronaca: Fotoracconto: I primi tre classificati – Il progetto di Raffaele Ascenzi – slide – Gloria, la nuova macchina di Ascenzi – slide  – Macchina di santa Rosa, vince Ascenzi – slide


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