Gradoli – (s.m.) – Nessuna riesumazione dei cadaveri. Scomodare i 13 anziani morti quattro anni fa, dopo il ricovero alla casa di riposo “Il Fiordaliso”, non sarà necessario.
Lo ha deciso il giudice Salvatore Fanti ieri, all’udienza preliminare ai gestori della struttura e a due medici, sospettati di abbandono aggravato di incapace.
Gli avvocati Remigio Sicilia e Sergio Finetti chiedevano il rito abbreviato condizionato alla riesumazione delle salme degli anziani per quattro imputati su cinque: Franco Brillo, ex gestore del “Fiordaliso sas” di Gradoli, i figli Maurizio e Federico e il medico Ugo Gioiosi. Sul banco degli imputati, anche la neuropsichiatra Lucia Chiocchi, che non aveva chiesto l’abbreviato.
Scopo della riesumazione delle 13 salme, sarebbe stato quello di accertare le cause della morte degli anziani e dimostrare l’assenza di segni di maltrattamento. Circostanza evidente, ormai, secondo il pm Franco Pacifici: anche ammettendo la possibilità che gli anziani fossero stati effettivamente maltrattati, dopo quattro anni non ci sarebbe comunque speranza di trovare alcunché. Per lo stesso motivo, il gup ha respinto la richiesta: impossibile, ora come ora, accertare un nesso tra le contestazioni agli imputati e la morte degli anziani. Inoltre, accertamenti erano già stati svolti dal consulente del pm, anche se solo sulle cartelle cliniche.
I decessi sospetti alla “Fiordaliso Sas” avvengono tra il 2009 e il 2010 e finiscono subito al centro delle indagini dei Nas. La procura ipotizza somministrazione di farmaci scaduti, falso sui certificati medici che attestano che gli anziani erano autosufficienti. Ma soprattutto, l’abbandono di incapaci, aggravato dalla loro morte.
Per Brillo le manette scattano nel 2010. E’ solo l’inizio di un’inchiesta che si allarga, poi, agli altri quattro imputati attuali.
Scartata l’ipotesi abbreviato, non resta altro che discutere. E alla prossima udienza, a fine mese, pm e avvocati tireranno le somme, chiedendo il primo i rinvii a giudizio, i secondi il proscioglimento. Se il giudice non acconsentirà, il processo sarà in Corte d’Assise, per la gravità delle accuse.
Le carte dell’inchiesta sul “Fiordaliso sas” parlano di una “struttura non solo priva di autorizzazione, ma carente sotto il profilo organizzativo e del personale qualificato”. Per gli inquirenti, “Il Fiordaliso” era una rsa abusiva, con assistenza sanitaria assente, rispetto alle gravissime patologie degli anziani, locale e personale inadeguato, vitto e riscaldamento insufficienti.
Ai gestori della casa di riposo si contesta di non aver rispettato le ordinanze del sindaco di Gradoli, che disponeva l’immediata sospensione dell’attività. E persino l’appropriazione indebita, per le deleghe a prelevare denaro dai conti correnti degli anziani. Più di 21mila euro sarebbero spariti dai loro risparmi tra il 2009 e il 2010.
Tra tutti i parenti delle vittime, si parla di più di trenta parti offese.
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