Viterbo – Gloria straordinaria, facchini eccezionali, trasporto mozzafiato.
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Nell’anno del Giubileo, un vero trionfo. Col cuore e la forza della fede, Sandro Rossi e i suoi hanno fatto volare in alto la piccola Rosa. Impeccabile. Anche nei tempi.
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La macchina è passata leggera, sicura nel suo incedere, lungo le vie e le piazze colme di gente. Tra due ali di folla. Lì sotto gli eroi, acclamati. Non si sono risparmiati, hanno dato tutto per una serata che passerà alla storia.
Il percorso eccezionale su via Marconi, settecento metri in più, e l’eccezionale ultimo sforzo, al sagrato. Sollevando di nuovo la macchina dopo averla posata.
Un tre settembre emozionante.
Già da san Sisto, dove l’attesa è grande. Quando il capo facchino Sandro Rossi dà il comando: “Sollevate e fermi!” e poi “Santa Rosa, avanti!” la piazza esplode. Gloria si muove, avanza maestosa.
Le modifiche all’illuminazione la rendono ancora più bella.
A piazza Fontana Grande la sosta. Il primo tratto, quasi una passeggiata. Poi piazza del Comune. La girata per ricordare i facchini che sono scomparsi nell’ultimo anno. Mario e Umberto Aspromonte, Vincenzo Romano, Tobia Mordecchi, Tobia Serafini Palmiro Burla e Guido Ranocchiari.
Tutto il trasporto è dedicato a Nadia Benedetti, imprenditrice viterbese vittima dell’attentato a Dacca.
A via Roma la fatica aumenta. Sotto la macchina cala il numero di facchini, sono 90. E il gran caldo si fa sentire.
Gloria si ferma leggermente prima rispetto al solito a piazza delle Erbe. Così da essere ammirata anche da chi si trova su via Orologio Vecchio.
Poi verso il Suffragio, un tratto insidioso. Stretto. Occorre molta cautela. Ma i facchini portano con sicurezza Gloria, guidati da Sandro Rossi. Passaggio impeccabile e il capo facchino lo sottolinea, gridandolo: “Braviii…”.
L’ingresso su piazza del Teatro è un trionfo. Gloria si gira per posizionarsi all’altezza di via Matteotti.
Inizia il trasporto nel trasporto. Il tratto straordinario voluto dal Sodalizio per il Giubileo. Lungo tutta via Marconi, dove c’è tanta gente. Anche qui.
Sosta veloce a piazza della Repubblica, poi verso il Sacrario. Il colpo d’occhio è straordinario. Chi c’è può dire d’avere fatto parte di una storia unica. Non accadrà tanto presto che la macchina di santa Rosa arrivi di nuovo fino a lì. L’ultima volta è successo 64 anni fa.
I primi 350 metri extra sono andati. Altrettanti, ma in salita, per il ritorno. Serve un aiuto. Arrivano le corde. In settanta danno una mani, anzi due, a chi sta sotto e ha già fatto molto.
A piazza del Teatro la sosta per guadagnare energie. C’è la salita, di corsa. Con le corde. Stavolta due soltanto, come sempre. E l’arrivo al sagrato. Non è nemmeno mezzanotte.
Gloria gira, è posizionata sui cavalletti. Straordinaria manovra. Ma non è finita.
Nemmeno il tempo di posarla e arriva l’atteso e straordinario “Sollevate!”. Un brivido. “Per il 1986 – grida Sandro Rossi – per chi non c’è più”.
In ricordo di quanto avvenne trent’anni fa, quando fu Nello Celestini a dare l’ordine, con la macchina su un lato e non posizionata nel modo giusto.
Tanti se lo ricordano, diversi facchini d’allora sono ancora in formazione, come il presidente Massimo Mecarini e il capo facchino Sandro Rossi. Uno scatto d’orgoglio, all’epoca e il trasporto è completato.
Lo stesso scatto d’orgoglio che oggi i facchini hanno voluto, per dedicarlo alle popolazioni terremotate. Rialzarsi si può. È il messaggio più bello, raccogliendo le ultime forze. Col cuore. Quello grande dei facchini, che ha permesso a tutti di vivere una notte straordinaria.
Giuseppe Ferlicca
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