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Crisi in comune - L'affondo di Filippo Rossi che ha fatto saltare la seduta di consiglio

“Questa è una città che non investe nel turismo”

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Filippo Rossi

Filippo Rossi

Viterbo - Consiglio comunale - Viva Viterbo abbandona i lavori

Viterbo – Consiglio comunale – Viva Viterbo abbandona i lavori

Viterbo – (g.f.) – “Questa è una città che non investe sul turismo”. Parola di Filippo Rossi. La pietra tombale sull’amministrazione Michelini in generale e in particolare, sulla seduta di ieri in consiglio comunale, dove il consigliere Viva Viterbo le ha cantate al sindaco e alla sua quasi ex maggioranza.

Poco dopo lui e la collega Maria Rita De Alexandris escono. In disaccordo sugli emendamenti che spacchettano i proventi per la tassa di soggiorno e il centrosinistra non ha più i numeri. Seduta deserta e tutti dal sindaco.

“Stiamo discutendo – tuona Rossi in consiglio comunale – dei 200mila euro di proventi dell’imposta di soggiorno, ma non è questo un investimento turistico. La verità è che la città non investe sul turismo”.

Una raffica d’emendamenti si abbattono sull’imposta di soggiorno, per spostare fondi, alle frazioni, a iniziative varie, santi patroni svuotando il settore Turismo, già abbastanza a secco. Non a caso, l’assessore Giacomo Barelli già in commissione si era detto contrario.

Frazioni o comune capoluogo, il punto per Rossi, non è sul dove. “Non si tratta di stabilire dove non s’investe, se più a Viterbo o nelle frazioni. Gli abbandonati sono tutti. Siamo tutti abbandonati.

Spacciare 200mila euro come investimento turistico è ridicolo. Scannarsi per ventimila euro da una parte piuttosto che dall’altra è ridicolo. Di turismo non ci si deve riempirsi la bocca, ma metterci i soldi”.

Il sindaco Michelini non è che sia proprio d’accordo. “Duecentomila euro saranno anche pochi, ma l’imposta di soggiorno ha permesso che ci fossero. Altre città non ne possono beneficiare”.

Rossi continua per la sua strada: “Io sono nato a San Martino, la mia compagna è di Grotte Santo Stefano, figuriamoci se non ho ben presente le frazioni di Viterbo. Ma se svuotiamo il capitolo Turismo per portarlo agli ex comuni, allora si fa un danno ai viterbesi. Ovvio che si deve ragionare su tutto il territorio, ma su azioni specifiche e non solo per dire d’avere portato qualcosa a casa. Piccole lotte di bottega”.

Marco Volpi (Pd) da Grotte Santo Stefano mica concorda. “La vogliamo chiamare marchetta? Rivendico d’averla fatta. Per qualsiasi cosa si vada alla ricerca di fondi, la colazione di Pasqua a Pianoscarano o altri contributi, in qualche modo lo sono. Il problema non è che si parli di marchette. Ma che lo si faccia solo quando ci sono di mezzo stanziamenti agli ex comuni”.

Volpi ce l’ha con Rossi, ma anche con esternazioni arrivate da Gianluca De Dominicis (M5s).

“Io di sicuro so solo una cosa – continua Volpi – non mi ricandido, non sono in cerca di vantaggi personali. Quello che rivendico è solo per i cittadini”.

Ma c’è poco da fare. Lo strappo è consumato. E il sarto Michelini dovrà lavorare non poco per ricucirlo. Sempre che ci riesca. E fino alla prossima rottura, s’intende.


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28 aprile, 2017

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