Grotte di Castro – (sil.co.) – Si attacca al contatore del gas della caserma, due marescialli dei carabinieri sono stati sentiti ieri come testimoni al processo in cui è imputato di peculato l’ex comandante della stazione di Grotte di Castro, Angelo Benfante.
Benfante, difeso dall’avvocato Angelo Di Silvio, è il maresciallo arrestato col fratello Dj nell’agosto 2011 per droga e rimasto nell’alloggio di servizio fino a dicembre 2011.
Secondo quanto emerso davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, gli accertamenti risalirebbero però a due anni dopo, al febbraio del 2013, quando ci si accorse che qualcuno aveva realizzato un bypass per trasferire la fornitura di metano dalla caserma all’adiacente alloggio privato.
I testimoni, che hanno ricostruito in aula la vicenda, hanno spiegato che tutto sarebbe partito dagli scarsi consumi registrati dall’Enel presso l’abitazione di servizio nel biennio 2010-2011.
Otto anni fa Benfante fu arrestato dopo il ritrovamento di munizioni, dosi di cocaina ed eroina e piantine di marijuana in un sottotetto attiguo all’abitazione di servizio. Il sottotetto si trovava nello stesso stabile in cui ha sede la caserma di Grotte. In quell’occasione venne arrestato anche il fratello.
Nel febbraio 2017, Benfante è stato condannato a due anni e mezzo in via definitiva dalla cassazione.
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