Un'impressionante quantità di fanghi, ceneri e scarti da demolizione nascosti sotto il manto dei terreni agricoli, per aggirare le vie canoniche di smaltimento e risparmiare. Questo avrebbe trovato la forestale a Graffignano, in località Pascolaro.
Sono finiti a processo per un cumulo di terra nel posto sbagliato. Ora in tre devono rispondere di invasione di terreni davanti ai giudici del tribunale di Viterbo.
Slittano a luglio i patteggiamenti del processo Drago. La maxi operazione dei carabinieri di Viterbo, che portò all'arresto di 40 persone, approda in aula in più filoni diversi. Uno, quello di riti abbreviati e patteggiamenti, è stato rinviato ieri mattina.
Ha patteggiato otto mesi e 200 euro di multa il 40enne arrestato per il furto di 200 litri di gasolio. Ieri, 12 aprile, l'udienza al palazzo di giustizia Viterbese.
Era stata portata in Italia a 22 anni con la promessa di un lavoro. Ma una volta arrivata è stata costretta a prostituirsi, minacciata, sequestrata e sodomizzata. Ora il pm chiede una rogatoria internazionale per raccogliere la sua testimonianza.
Ha una brutta cicatrice in rilievo sul viso, ma non è stato sfigurato. A queste conclusioni è arrivato il medico Alfredo Borghetti, perito del tribunale nel processo per lesioni aggravate a un 20enne.
Sono spariti di punto in bianco lasciandosi dietro una caterva di debiti. La procura li accusa di associazione a delinquere e truffa.
E' stato fermato con pochi grammi di fumo. Ma la legge italiana non distingue tra droghe leggere e droghe pesanti. Le sanzioni per chi detiene un chilo di marijuana o un chilo di cocaina sono identiche.
Emanuele Giovagnoli torna a casa. Dopo diciotto giorni di detenzione, l'imprenditore ronciglionese arrestato insieme a Francesco Bellavista Caltagirone, ha lasciato il carcere Mammagialla.
(s.m.) - Potevano scappare e non l'hanno fatto. C'è scritto anche questo nelle motivazioni del tribunale del Riesame sul presunto stupro di due minorenni. I giudici hanno respinto la richiesta della procura di arrestare i cinque ventenni. E in sei stringate paginette, spiegano perché.
Imprenditore a giudizio per presunti scarichi di acque reflue non autorizzati nelle fogne di Carbognano. Ma lui si difende: dice che il depuratore era spento e che, per smaltire i reflui, pagava una ditta.
Iniziato il processo all'immobiliarista di Capodimonte, già condannato per l'omicidio della sua ex Daniela Nicoleta Hatmanu. Stavolta è accusato di tentata estorsione e calunnia.
(s.m.) - "Non sono una ladra, volevo solo i miei soldi". La signora J. K. N. si difende con fervore. Il suo ex compagno la accusa di tentata estorsione per una vecchia questione di soldi. 600 euro, per la precisione, che la donna avrebbe cercato di portargli via minacciandolo. Ma lei nega.
Si era inventato di essere stato pestato da malviventi ignoti che gli erano piombati in casa. In realtà l'aggressore era lui: G.V., 38enne, si sarebbe accanito sulla moglie picchiandola, graffiandola e minacciandola con un coltello.
Sono finiti a giudizio per tentata estorsione, appropriazione indebita e furto. Ma per il tribunale di Viterbo sono innocenti. E così la vicenda giudiziaria di due cittadini marocchini si è conclusa ieri mattina con l'assoluzione.
Quasi 90mila euro distratti dalle casse dell'azienda di famiglia. Di questo è accusato un imprenditore di Caprarola a processo per appropriazione indebita. La sorella lo ha denunciato tre anni fa.
Era accusato di aver cacciato nell'area protetta del Parco Marturanum. Ma il giudice lo ha assolto: oltre all'insegna all'ingresso, infatti, non c'erano altre indicazioni che delimitassero la superficie del parco.
E' morto ieri pomeriggio il boss mafioso Mariano Agate. Il decesso è avvenuto nella sua casa a Mazara del Vallo.
Barista accusato di aver picchiato un cliente con una mazza da biliardo. Un testimone spiega il presunto motivo del pestaggio: "Gli ha negato un drink perché era ubriaco e lui gli ha distrutto il bar".
A giudizio un giovane accusato di aver rincorso un paziente del Sert con un coltello da cucina. A luglio la sentenza.
C. B., 51enne di Orte, tornerà davanti ai giudici il 2 luglio. Per quella data dovranno essere ascoltati i testimoni già sentiti alle scorse udienze. Compresa la madre della piccola, che quest'anno compirà undici anni.
"La verità viene sempre a galla". Non trova altre parole la donna assolta dall'accusa di aver tentato di uccidere il figlio di cinque anni. Per lei, V.U.A., 50enne nigeriana, finisce un calvario durato tre anni.
Articoli: Bimbo di cinque anni massacrato, assolta la madre - "Non ho picchiato il mio bambino"
Assolta perché il fatto non sussiste. Si è concluso così il processo a una cinquantenne nigeriana accusata del tentato omicidio del suo bimbo di cinque anni.
Il tribunale del Riesame ha respinto l'appello della procura. Per i cinque ventenni gli inquirenti chiedevano il carcere.
Accusati di aver provocato incidenti a Napoli e Frattamaggiore. Peccato che i diretti interessati, in Campania, non ci hanno mai messo piede. Per questo hanno sporto denuncia per truffa ai carabinieri di Acquapendente.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY