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Operazione Drum - 60 arresti - Revocata l'ordinanza per i coniugi Cherubini - Rimane per ora in carcere il figlio Oliviero

Droga: libera la moglie, ancora domiciliari per il marito

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B.M.T

Maria Teresa Bartolacci

C.G.

Giuseppe Cherubini

C.O.

Oliviero Cherubini

Può lasciare il carcere Maria Teresa Bartolacci. 

La 61enne di Marta arrestata con tutta la sua famiglia nell’operazione antidroga Drum è tornata libera nel pomeriggio.

Il gip di Viterbo Salvatore Fanti ha accolto l’istanza di scarcerazione del suo avvocato Marco Russo che, giorni fa, ha fatto annullare la maxi ordinanza da 62 arresti.

“Devo riconoscere al giudice che è stato particolarmente garantista – afferma il difensore -. Poteva trincerarsi dietro l’attesa delle motivazioni della decisione del Riesame, che non sono ancora arrivate. Invece non lo ha fatto. Ha revocato subito gli arresti, intuendo che l’annullamento disposto dal Riesame fosse tranciante e tale da estendere i suoi effetti sull’ordinanza in quanto tale, a prescindere dalle singole posizioni”. 

Il tribunale del Riesame aveva azzerato l’ordinanza venerdì scorso, su richiesta dell’avvocato Russo e del collega Marco Valerio Mazzatosta. Le loro assistite hanno fatto da apripista: le sorelle Santina e Simona Cherubini, figlie della signora Bartolacci e la loro ex cognata Luisa Fratini sono state le prime a tornare in libertà.

Sulla scia dell’azzeramento, è partita la raffica di istanze di scarcerazione dalle difese al gip. Istanza accolta sia per Maria Teresa Bartolacci che per il marito Giuseppe Cherubini. La sua situazione, però, è diversa. “Cherubini era già stato arrestato a fine maggio, dopo il ritrovamento di più di un chilo di hashish nel suo agriturismo “Il Castellaccio” a Marta – spiega l’avvocato Russo -. Solo per quei fatti deve restare ancora agli arresti domiciliari”.

Quanto al figlio Oliviero, finito in manette anche lui insieme al padre, alla madre e alle sorelle, non potrà beneficiare dell’azzeramento dell’ordinanza. Anche il 33enne di Marta era stato arrestato a maggio con il padre, la sorella Santina e la fidanzata di nazionalità romena. Dei quattro era stato l’unico a dover andare in carcere: scappato prima del controllo dei carabinieri, si era costituito solo dopo qualche giorno. Per lui, quindi, non c’è istanza al gip che tenga: dovrà ancora restare a Mammagialla, anche se domani il suo avvocato farà del suo meglio per discutere il ricorso davanti al tribunale del Riesame.

Almeno cinque indagati si sarebbero già visti revocare carcere e domiciliari nei giorni scorsi. Quattro sono assistiti dall’avvocato Giuseppe Pierdomenico, che non nasconde le sue perplessità in particolare sulla posizione di uno.

“Era già stato arrestato nel 2012 – afferma il legale -. Fu trovato con 500 grammi di cocaina. Patteggiammo due anni e otto mesi per quel fatto e ora lo ritroviamo di nuovo nell’ordinanza di custodia cautelare dell’operazione Drum, con qualche intercettazione in più. Quante volte dovrà pagare per lo stesso episodio?”.


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10 luglio, 2013

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