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Crisi in comune - La versione di Filippo Rossi e i suoi dopo l'uscita dal consiglio e all'ammutinamento contro Viva Viterbo

“Pensano d’andare avanti da soli? Bene…”

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Giacomo Barelli, Filippo Rossi, Maria Rita De Alexandris

Giacomo Barelli, Filippo Rossi, Maria Rita De Alexandris

Filippo Rossi

Filippo Rossi

Giacomo Barelli, Filippo Rossi, Maria Rita De Alexandris

Giacomo Barelli, Filippo Rossi, Maria Rita De Alexandris

 

Viterbo – (g.f.) – “Bilancio comunale approvato in seconda convocazione? Si accomodino”. Il giorno dopo la burrasca in consiglio comunale, con l’uscita di Viva Viterbo e la seduta andata deserta, arriva la versione di Filippo Rossi.

Conferenza stampa alle 15 con l’assessore Giacomo Barelli e il capogruppo Maria Rita De Alexandris. In piazza del Gesù, all’aperto. Fa freddo, ma il clima è effervescente.

“Siamo in maggioranza per raggiungere obiettivi, altrimenti che ci stiamo a fare?”. Per il sindaco Michelini si è trattato di un gesto grave, uscire. Non per Rossi. È la politica, bellezza.

L’esponente Viva Viterbo entra nel merito degli emendamenti al bilancio proposti, meno in quello che nel centrosinistra ha scatenato la loro uscita. Con il sindaco Leonardo Michelini pronto a fare i conti in maggioranza. Andando di sottrazione, meno due. Ovvero, fare a meno dei consiglieri Viva Viterbo.

“Se pensano di poter andare avanti da soli sottolinea Rossi – bene. Così come per noi non ha senso rimanere senza che le nostre istanze siano prese in considerazione. Non tutte, ovvio, ma che si discuta almeno”.

E quindi, tornano gli emendamenti al bilancio sul Turismo. Tema caro al movimento. Mentre non è altrettanto caro per Viva Viterbo, restare in maggioranza. Non a qualunque costo, almeno. “Non è che a noi serva rimanere in maggioranza”. Il secco commento di De Alexandris.

Eppure, la loro defezione è servita a ricompattare il Pd. Contro Rossi e i suoi. “Se il Pd si ricompatta, è un loro problema – taglia corto Rossi – ritrovare l’unità per mezza giornata è facile”.

Su un punto, però, concordano. La riunione di ieri, post consiglio comunale, è stata parecchio movimentata. Far mancare i numeri in fase di bilancio non è stato apprezzato molto dagli alleati. “Per un disguido non ci siamo capiti – osserva Rossi – l’ho anche spiegato in maggioranza. Avevamo una controproposta da portare, ma quando siamo arrivati avevano già fatto l’appello”.

Un disguido. Non però, quanto avvenuto prima. L’uscita. “Si tratta di un gesto politico che rivendichiamo – ribadisce Rossi – una decisione presa con la massima razionalità e soppesando tutto quanto sarebbe potuto accadere. E non capisco cosa ci sia da scandalizzarsi. Si tratta di un’operazione politica, inserita in fase di bilancio”.

Cui Viva Viterbo in qualche modo è stata costretta. “La nostra battaglia da sempre è far crescere gli investimenti in cultura e turismo. Lo vado dicendo da anni. Abbiamo solo cambiato strumento di battaglia, visto che i precedenti non hanno funzionato. Compromessi prima del bilancio finora non hanno portato nulla. Non capisco chi si scandalizza, la politica è fatta anche di questo”. E poi di chi a un’azione, ne fa seguire un’altra uguale e contraria. Ovvero l’ammutinamento del resto della maggioranza nei loro confronti.

“Ma questa non è una guerra su ventimila euro d’emendamenti, saremmo dei folli. Ci battiamo per scelte strategiche di fondo per un’amministrazione. Rivendichiamo l’azione politica su questo fronte, disponibili al dialogo con la maggioranza di cui facciamo parte. Ci sono 15 emendamenti che abbiamo proposto, alcuni rilevanti. Discutiamo nel merito. Non siamo ricattatori, ma è questa la nostra battaglia, nel merito.

Non bisogna accontentarsi del piccolo cabotaggio politico e nessuno può chiederci di farlo. E la parte peggiore è che a fronte delle nostre proposte, non c’è nessuno tra i leader politici che avanza una controproposta.

Sul teatro Unione, per il quale ci sono 100mila euro per la programmazione e la gestione. Assurdo, significa gestire una scatola vuota. Chiediamo d’investire di più. E così su altri punti.

Sempre aperti al dialogo. A noi piace parlare nel merito delle cose, ad altri per posizione prese. Così non funziona più”.


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28 aprile, 2017

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