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Nessuno tocchi la torre di Pasolini... - Interviene l'attore Ninetto Davoli

“Pier Paolo si rivolterebbe nella tomba…”

di Daniele Camilli

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Ninetto Davoli

Ninetto Davoli

Pier Paolo Pasolini e sullo sfondo la torre di Chia

Pier Paolo Pasolini e sullo sfondo la torre di Chia

Soriano nel Cimino - Pier Paolo Pasolini nel giardino della Torre

Soriano nel Cimino – Pier Paolo Pasolini nel giardino della Torre

Soriano nel Cimino - La casa studio di Pier Paolo Pasolini

Soriano nel Cimino – La casa studio di Pier Paolo Pasolini

Soriano nel Cimino - La casa studio di Pier Paolo Pasolini

Soriano nel Cimino – La casa studio di Pier Paolo Pasolini

Soriano nel Cimino - La Torre di Pier Paolo Pasolini

Soriano nel Cimino – La Torre di Pier Paolo Pasolini

Viterbo – “Pier Paolo si rivolterebbe nella tomba”. Ninetto Davoli non usa mezzi termini. Se la torre di Pasolini a Chia, dove lo scrittore ha trascorso i suoi ultimi anni prima di essere ucciso, dovesse diventare una casa vacanze sarebbe un oltraggio. Un vero e proprio pugno nello stomaco.


Multimedia: La Torre di Pier Paolo PasoliniPier Paolo Pasolini nella casa studio di Chia – Video: La casa dove Pasolini visse i suoi ultimi anni


“Fermo restando – aggiunge Davoli – che se i proprietari dovessero decidere per questa soluzione, sicuramente un motivo vero c’è. Capisco anche”.

Il motivo infatti c’è, e si chiama manutenzione. Il vero nemico. Con i costi che comporta e che comincerebbero a farsi sentire. Rischiando di non risparmiare nemmeno uno dei luoghi sacri della letteratura mondiale. La casa studio di Pier Paolo Pasolini, tra i più importanti intellettuali di sempre.

Il castello di Colle Casale, così si chiama l’intero complesso acquistato dal poeta nel 1970 ma conosciuto dallo stesso già durante le riprese del film “Il Vangelo secondo Matteo”. Girato proprio a Chia, sul territorio del comune di Soriano nel Cimino, dove Pasolini scrisse il romanzo “Petrolio”, pubblicato dopo la morte, e le “Lettere luterane”. Anch’esse successive.

“Pier Paolo – continua a raccontare Davoli – ci teneva molto alla torre e amava Chia. Un amore che ha saputo trasmettere. A me per primo. Ricordo quando io e Pier Paolo ci inventammo un concorso per le persone del posto. L’idea era quella di premiare il giardino più fiorito. Il vincitore prese un milione di lire”. All’epoca, negli anni settanta, l’equivalente di un anno di stipendio per un operaio. “Parteciparono tantissime persone. Arrivarono fiori da tutte le parti”. Non si ricorda però il vincitore. “Fijo mio – risponde infatti – quant’anni so’ passati?…”. Giustamente.

Ninetto Davoli, all’anagrafe Giovanni, è un attore. Parte integrante di una generazione di artisti che ha trasformato per sempre il cinema internazionale. Con Pasolini ha girato 9 film, stabilendo con lo scrittore un rapporto umano e di amicizia profondissimi. Tra le pellicole interpretate, “Uccellacci e uccellini”, come coprotagonista al fianco di Totò, “Edipo re”, “Teorema”, “I racconti di Canterbury”. Fino al “Fiore delle mille e una notte”, l’ultimo film con il regista. Ha lavorato inoltre con Bernardo Bertolucci, Carlo Lizzani, Sergio Corbucci e Giuliano Montaldo. Sarà proprio Davoli a effettuare il riconoscimento del cadavere di Pier Paolo Pasolini la mattina del 2 novembre 1975, dopo l’assassinio al lido di Ostia. 

“Per Pier Paolo sarebbe un grosso dispiacere se la torre diventasse una casa vacanze”, continua Davoli dipingendo l’affresco di Pasolini tra le mura di un Colle in terra di Tuscia. “L’abbiamo messa su insieme. L’abbiamo vista nascere, pezzo dopo pezzo. Mobili, libri, oggetti. Portati con il camioncino che mi aveva prestato un amico”.

E ancora. “Pier Paolo lì ci lavorava e dipingeva in un magazzino messo su vicino alla casa. Colorava con i fiori. Li schiacciava sui fogli. Papaveri, margherite, erba. In quel posto abbiamo vissuto momenti bellissimi”. Davoli poi sorride e aggiunge. “Io stavo con lui e mi organizzavo con i pranzi, tra di noi e con gli amici. Qualche volta andavamo a mangiare alla Molinella. Pier Paolo quella casa l’amava da morire. Era diventata per noi un punto di riferimento assoluto. Con Pier Paolo – ribadisce Davoli – c’abbiamo dato l’anima per fare quella casa. L’anima. Io e Pier Paolo”.

Un amore andato oltre la morte stessa dello scrittore. “Tante volte sono andato anche quando Pier Paolo non c’era più. A sorvegliare. Perché in casa ci rubavano e facevano i dispetti. Quante volte sono corso in piena notte perché suonava l’antifurto!”.

Per Davoli, la casa studio di Chia “dovrebbe diventare un monumento. Un centro studi e un punto di riferimento storico e culturale. Aperto alle scuole e al servizio del territorio”.

Anche con l’aiuto economico da parte dello Stato? “Lo Stato? E secondo te – puntualizza subito Davoli – lo Stato lo fa?”. “Scusami – conclude – ma sono scettico”. Scuse accettate.

Daniele Camilli


Multimedia: La Torre di Pier Paolo PasoliniPier Paolo Pasolini nella casa studio di Chia – Video: La casa dove Pasolini visse i suoi ultimi anni

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19 novembre, 2018

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