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Giallo di Ronciglione - Cade dalle scale e muore - Parla Roberto Albano, il titolare del pub dove Maria Sestina Arcuri e Andrea Landolfi hanno trascorso l'ultima serata - Insieme a loro c'era anche il figlio di cinque anni di lui

“Hanno discusso, e lei non era serena…”

di Raffaele Strocchia
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Ronciglione - Roberto Albano, titolare del pub Il Castello

Ronciglione – Roberto Albano, titolare del pub Il Castello

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Ronciglione - Il pub Il Castello

Ronciglione – Il pub Il Castello

Ronciglione - Il pub Il Castello - Il tavolo dove Maria Sestina Arcuri e Andrea Landolfi hanno trascorso l'ultima serata

Ronciglione – Il pub Il Castello – Il tavolo dove Maria Sestina Arcuri e Andrea Landolfi hanno trascorso l’ultima serata

Ronciglione – Un tavolo in uno degli angoli del pub Il Castello. Lì Maria Sestina Arcuri e Andrea Landolfi Cudia hanno trascorso la loro ultima serata. Un bicchiere di vino a testa e a fianco il figlio di cinque anni di lui, nato da una precedente relazione. “Sono arrivati verso le 23 di domenica 3 febbraio – racconta Roberto Albano, titolare del pub in via Borgo di Sotto a Ronciglione -. Sono stati un paio d’ore, e poco dopo l’una se ne sono andati. Discutevano, ma non in modo animato o esagitato. Discutevano civilmente e con toni pacati. Non hanno mai strillato, ma si fronteggiavano. Sostenevano il botta e risposta. Ma non c’è mai stato contatto fisico, altrimenti saremmo intervenuti”.

Il perché di quella lite è ancora avvolto nel mistero. È stato solo un battibecco tra fidanzati o Andrea ha fatto una scenata di gelosia a Maria Sestina? “Non ho capito di cosa stessero parlando – dice il titolare del pub -, e quando sono andati via erano tranquilli. O almeno così sembrava. Tra di loro, comunque, non c’è stato nulla che potesse far presagire la tragedia”. Ma quello che è successo dopo è stata una vera e propria tragedia. Perché Maria Sestina e Andrea, tornati a casa, sarebbero caduti dalle scale. Lui se la cava con sette giorni di prognosi. Lei invece, dopo aver detto di stare bene, peggiorerà nel cuore della notte. All’alba il fidanzato chiama l’ambulanza: Maria Sestina è in coma. La corsa all’ospedale di Belcolle, dove la ragazza muore dopo 24 ore di agonia. A soli venticinque anni. La procura di Viterbo ha aperto un’inchiesta, per capire se la giovane sia davvero scivolata o se sia stata buttata giù.

Roberto Albano del pub Il Castello è stato tra gli ultimi a vedere la coppia. “Lei era dimessa, sulle sue – rivela -. Mi è sembrata un po’ intrappolata. Una ragazza che quasi si tormentava sulla sua posizione, sulla sua condizione, su ciò che stava facendo. Non mi è apparsa solare, tranquilla, serena, gioiosa. Era tesa, confusa e spaesata. Come se avesse pensieri per la testa. Anche il bambino, il figlio di Andrea, seppur tranquillo, aveva un’aria triste”.

Andrea e Maria Sestina, fidanzati da un paio di mesi, convivevano in un appartamento a Roma. Ma più di una volta sarebbero venuti a Ronciglione per trascorrere il weekend a casa dei nonni materni di lui. Lui per qualche anno avrebbe anche vissuto nel comune viterbese, per poi trasferirsi definitivamente nella Capitale. “Andrea è stato al pub tre volte – continua Albano -. La prima volta da solo e le ultime due con la ragazza. Abbiamo scambiato poche battute, ma so che era un operatore socio sanitario e che faceva pugilato e che stava subendo le conseguenze delle botte che aveva preso. Della sua famiglia d’origine, invece, non ha mai detto nulla. La prima volta che è venuto al pub con la fidanzata è stato un mesetto fa. Quella sera mi sono sembrati affiatati, lui le ha dedicato qualche canzone e le ha regalato una rosa. Gliela ha appoggiata sul tavolo. Con lei, invece, non ho mai parlato. Ma questa tragedia mi ha colpito. La sua morte, a soli venticinque anni, mi ha fatto male”.

Raffaele Strocchia


Multimedia: Fotocronaca: I Ris nella casa della tragediaVideo


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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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12 febbraio, 2019

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